Parigi si conferma teatro di imprese memorabili per la spedizione azzurra agli Europei di nuoto. Nelle acque della Senna e nella piscina dei tuffi, l’Italia ha raccolto una serie di risultati che uniscono continuità, giovani talenti e campionesse già consacrate, in un bilancio che al momento conta cinque ori, quattro argenti e cinque bronzi.

Taddeucci firma la doppietta nelle acque libere
Ginevra Taddeucci ha bissato il successo ottenuto nella 10 km conquistando anche l’oro nella 5 km di nuoto in acque libere. La nuotatrice ha descritto una gara segnata dalla fatica accumulata nei giorni precedenti, sottolineando quanto sia stato determinante saper gestire il momento decisivo della prova. Non si aspettava un simile risultato dopo la stanchezza della vigilia e ha voluto condividere il merito con il gruppo di persone che la sostiene quotidianamente, dai genitori al fidanzato, fino ai preparatori atletici e ai fisioterapisti che lavorano al suo fianco.

Pozzobon completa il podio con il bronzo
Barbara Pozzobon ha regalato all’Italia un’altra medaglia nella stessa prova, chiudendo al terzo posto e completando una giornata di grande soddisfazione per il fondo azzurro. La nuotatrice ha raccontato di essere entrata in acqua con determinazione, ritrovando sensazioni che le mancavano da tempo, e ha parlato di una liberazione dall’ansia che negli ultimi periodi condizionava il suo modo di affrontare le gare.
Paltrinieri conquista il bronzo nella 5 km maschile
Anche nella prova maschile della 5 km l’Italia è salita sul podio grazie a Gregorio Paltrinieri, terzo alle spalle del tedesco Florian Wellbrock, oro, e dell’ungherese David Betlehem, argento. Paltrinieri ha parlato di una gara durissima, in cui la fatica si è fatta sentire soprattutto nella parte centrale, senza tuttavia riuscire a raggiungere i due atleti al comando. Il campione ha ammesso di aver commesso alcuni errori il giorno precedente, dovuti più a un calo di fiducia che a un problema tecnico, e si è detto soddisfatto del risultato odierno, guardando già alle prossime tappe verso Los Angeles. Quinto posto per Domenico Acerenza, seguito da Marcello Guidi, sesto.
Pellacani scrive la storia dei tuffi con il quarto oro
Nel trampolino da tre metri Chiara Pellacani ha realizzato una prestazione perfetta, chiudendo con il punteggio di 358.05 e conquistando il suo quarto titolo continentale a Parigi. La tuffatrice romana ha così superato il record delle tre medaglie d’oro in una singola rassegna, primato che apparteneva a Tania Cagnotto, ottenuto peraltro con un numero inferiore di gare a disposizione. Pellacani ha spiegato che i punteggi ottenuti sia dal trampolino a un metro sia dai tre metri sono il risultato del lavoro svolto tra Roma e Miami, augurandosi che questi risultati possano portare maggiore visibilità al movimento italiano dei tuffi e avvicinare nuovi giovani alla disciplina. Il tecnico Tommaso Marconi ha rivelato che l’obiettivo dichiarato a inizio rassegna era arrivare a cinque medaglie d’oro, traguardo ancora alla portata nella prova di sincro insieme a Elisa Pizzini, giovedì. Pizzini ha invece chiuso al quarto posto la gara individuale, raccontando una gara condotta con aggressività e soddisfazione personale, pur restando fuori dal podio per un solo gradino.
Argento per Conte e Pelligra nel sincro piattaforma
Simone Conte e Raffaele Pelligra, entrambi ancora minorenni, hanno conquistato la medaglia d’argento nel sincro piattaforma con il punteggio di 416.46, arrendendosi soltanto alla prova pressoché perfetta dei russi Nikita Shleikher e Ruslan Ternovoi, vincitori con 443.82 punti. Il bronzo è andato agli ucraini Mark Hrytsenko e Oleksii Sereda, fermi a 406.05. Pelligra ha raccontato l’emozione di aver superato l’obiettivo dei quattrocento punti fissato alla vigilia, definendo la medaglia di valore inestimabile, mentre Conte ha ricordato il momento in cui ha realizzato la conquista del podio, subito dopo un quadruplo e mezzo avvitato valutato 81.03 punti. Il direttore tecnico Oscar Bertone ha sottolineato la giovane età dei due atleti, ancora studenti, e la loro capacità di alzare il livello proprio nel momento più delicato della competizione, in vista del percorso che li aspetta verso la qualificazione olimpica.
Foto: Foto propria
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