Mondiali U20 di atletica, Castellani scrive la storia sui 200 metri.Ai Mondiali U20 di atletica leggera in corso all’Hayward Field di Eugene, in Oregon, l’Italia vive una notte da ricordare. Protagonista assoluta è Margherita Castellani, che centra l’accesso alla finale dei 200 metri e scrive una pagina inedita per l’atletica giovanile azzurra. Non è però l’unica buona notizia della spedizione tricolore, che raccoglie risultati di rilievo anche negli ostacoli, nel salto triplo, nel salto in lungo e nella velocità maschile.
Castellani sotto i 23 secondi, è record italiano U20
La 17enne umbra Margherita Castellani diventa la prima azzurra della storia a scendere sotto la soglia dei 23 secondi sui 200 metri a livello juniores. La qualificazione alla finale arriva nello scenario di Hayward Field, su una delle piste considerate più veloci a livello internazionale. Castellani chiude in 22.99 con un vento a favore di 1,2 metri al secondo, firmando il nuovo record italiano under 20 e migliorando di un decimo il precedente primato.
L’azzurra si piazza alle spalle della statunitense Mia Maxwell, già oro sui 100 metri con 22.87, e della giamaicana Sashana Johnson, seconda in 22.92. Il tempo di Castellani vale inoltre l’ingresso tra le prime nove atlete italiane di sempre a livello assoluto sulla distanza.
Diverso l’epilogo per Elisa Valensin, detentrice fino a quel momento del record che Castellani ha appena superato. La lombarda corre in 23.23 nella seconda semifinale, dominata dalla giamaicana Shanoya Douglas in 22.53, e resta fuori dalla finale piazzandosi quarta.
Succo vola in finale nei 100 ostacoli
Buone notizie arrivano anche dagli ostacoli femminili. Alessia Succo conquista la finale dei 100 ostacoli chiudendo la propria semifinale al terzo posto in 13.17, con vento a favore di 0,9 metri al secondo, a soli tre centesimi dal proprio record italiano under 20. Un risultato che conferma la crescita della velocista piemontese, già protagonista in stagione con il primato nazionale di categoria.
Crotti sfiora il podio nel salto triplo
Nel salto triplo maschile arriva uno dei piazzamenti più significativi della serata per la squadra italiana. Francesco Crotti resta tra i primi tre per cinque rotazioni grazie al balzo di 16,24 metri realizzato al secondo tentativo con un vento favorevole di 0,5 metri al secondo, nuovo record personale. Il portacolori del Cus Pro Patria Milano firma quattro salti oltre i 16 metri nel corso della finale.
Il titolo va al giamaicano Michael-Andrew Matthew Edwards, che vola a 17,08 metri all’ultimo assalto, davanti allo statunitense Miles Nesmith, fermo a 16,79, e al cinese Zhuoyue Wang, terzo con 16,36. Crotti chiude quarto, a pochi centimetri dal podio, confermando comunque un livello di assoluto rilievo per la categoria.
Inzoli sfonda gli otto metri nel lungo
Nel salto in lungo maschile si mette in luce Daniele Inzoli, diciottenne lombardo tesserato con le Fiamme Gialle. L’azzurro firma un 8,15 con vento contrario di 0,7 metri al secondo, aggiungendo 22 centimetri al proprio precedente primato personale. Una misura che lo colloca al secondo posto nella storia dell’atletica giovanile italiana della specialità, alle spalle soltanto di Mattia Furlani, autore di 8,38 nel 2024, e davanti ad Andrew Howe, che si era fermato a 8,11 ai Mondiali under 20 di Grosseto nel 2004.
Nappi vicino alla finale dei 200 metri
Buone indicazioni arrivano infine dalla velocità maschile. Diego Nappi porta il proprio personale a 20.71 nelle batterie dei 200 metri, tempo che gli garantisce l’accesso alla semifinale. Nel turno successivo l’azzurro corre in 20.72, a un centesimo dal personale, chiudendo quarto nella propria semifinale: un piazzamento che, per il meccanismo di ammissione alle finali di questi Mondiali, non gli consente il passaggio del turno nonostante il crono di valore.
Una spedizione azzurra da seguire fino alla fine
I Mondiali U20 di Eugene, in programma fino a domenica 9 agosto, continuano a regalare emozioni alla spedizione italiana, che si presenta con la squadra più numerosa nella storia della manifestazione. Tra finali già conquistate e piazzamenti di prestigio, l’atletica giovanile azzurra conferma un movimento in salute, capace di produrre talenti destinati a lasciare il segno anche a livello assoluto nei prossimi anni.
Foto: Foto propria
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