Curry per la prima volta lontano dalla Baia?
Da settimane si susseguono rumors e speculazioni in merito al prossimo futuro del numero 30 dei Warriors, nonché del miglior tiratore da 3 della storia del basket. Golden State dopo l’anello vinto nel 2022 ha di parecchio abbassato la sua competitività e viene da stagioni di basso profilo. Anche in questa off-season i movimenti di mercato sono stati pressoché inesistenti bloccati dal salary cup. Curry, ormai a 38 anni, si avvicina all’ultimo contratto della sua meravigliosa carriera e vorrebbe tornare a lottare per il titolo. Idea di difficile attuazione in quel di San Francisco attualmente. E dunque ecco i dubbi sul suo futuro che a breve saranno sciolti.
Boston interessata? Nuovo duo in arrivo?
Tutto è nato da un’ipotesi del giornalista di Sports Illustrated John Karalis. A suo avviso i Celtics potrebbero colmare il vuoto lasciato da Jaylen Brown con l’arrivo di Curry affiancandolo a Jayson Tatum. Una coppia che di fatto cambierebbe gli equilibri dell’intera Lega ed accontenterebbe tutti. Da un lato Steph che avrebbe l’opportunità di competere per il titolo, dall’altro Boston che prenderebbe una superstar capace di ridare entusiasmo e di aiutare JT per vincere un nuovo anello. Il pacchetto ipotizzato per il numero 30 sarebbe Paul George, Sam Hauser e due scelte non protette al primo giro del Draft. Alcune fonti parlano anche di chiamate e sondaggi approfonditi di Stevens con il fronte office di Golden State. Ma ad oggi il tutto è ancora molto lontano dall’essere concreto. Il futuro dipenderà dalla decisione di Curry, nient’altro.
Le parole del GM dei Warriors
Tra tre settimane, Curry sarà eleggibile per firmare un’estensione biennale da 136,7 milioni di dollari con i Golden State Warriors. Gli ultimi rumors provenienti dal mondo NBA hanno alimentato l’ipotesi che il numero 30 possa decidere di lasciare San Francisco per provare a conquistare un altro titolo altrove, nonostante Curry non abbia mai manifestato pubblicamente la volontà di essere ceduto. Intervistato da Anthony Slater, il GM dei Warriors Mike Dunleavy ha parlato anche di questa eventualità, spiegando che, qualora Curry dovesse chiedere una trade, la franchigia sarebbe disposta a rispettare la sua decisione: secondo Dunleavy, il fuoriclasse si è guadagnato sul campo il diritto di scegliere come proseguire e concludere la propria carriera. In sostanza Golden State non si opporrà. La scelta sarà solo di Steph. Non è escluso neppure che la superstar possa accettare l’estensione per aiutare la propria franchigia a ricevere un pacchetto migliore e chiedere ugualmente la trade. Tutto è dunque ancora in ballo.
Le ultime parole di Steph risalgono a febbraio e non escludono un addio
Secondo quanto riportato da Nick Friedell, la delusione per le difficoltà dei Warriors nel tornare competitivi ai massimi livelli potrebbe, in futuro, spingere Curry a valutare l’ipotesi di lasciare la franchigia negli ultimi anni della sua carriera. Il giornalista di The Athletic ha anche riportato le parole della superstar prima della trade deadline di febbraio che secondo alcuni alimentano il possibile addio. “Prenderai mai in considerazione l’idea di chiedere una trade?” Ecco la sua risposta: “Una decisione del genere la valuterei strada facendo. Perché, proprio come siamo arrivati alla situazione attuale, non esiste una sfera di cristallo che possa dirti quali opportunità si presenteranno in futuro o come riusciremo a mantenere la competitività durante una stagione tra infortuni e tutto ciò che può succedere. Quello che so è che bisogna essere ragionevoli nelle scelte, nelle mosse e nelle opportunità che possono aiutarci a rimanere competitivi oggi. Tutto quello che abbiamo fatto finora è stato deciso con questa mentalità. Senza però compromettere i prossimi cinque o sette anni della squadra”. Bisogna rimanere sintonizzati per capire quale sarà il suo futuro.
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Foto: Foto profilo Instagram di Stephen Curry
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