
Cause e rimedi possibili
La benzina ha superato la soglia dei 2 euro al litro sulla rete stradale italiana, toccando un prezzo medio di 2,002 euro al litro il 20 agosto 2026, mentre in autostrada la media sale a 2,077 euro. Il gasolio segue lo stesso andamento, con 2,116 euro al litro sulla rete ordinaria e 2,186 euro su quella autostradale. Si tratta del livello più alto degli ultimi tre anni: l’ultima volta in cui il prezzo aveva superato i 2 euro risale infatti alla settimana dal 18 al 24 settembre 2023, quando la media settimanale si fermò a 2,001 euro. Il record storico resta comunque quello di marzo 2022, subito dopo lo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina, quando i prezzi medi della verde si aggiravano sui 2,2 euro al litro.
Il contesto geopolitico dietro il rialzo
L’impennata dei listini non nasce da un singolo fattore, ma da una combinazione di tensioni internazionali che si riflette direttamente sulle quotazioni del greggio. Le tensioni in Medio Oriente e l’incertezza legata allo Stretto di Hormuz, una rotta cruciale per il commercio mondiale di petrolio, mantengono elevati i prezzi energetici, con il Brent salito nell’area dei 90-93 dollari al barile . La situazione si è complicata ulteriormente perché la Russia ha annunciato di aver iniziato a importare carburanti, a causa dei danni subiti dalle proprie raffinerie negli attacchi ucraini. Il quadro geopolitico, quindi, pesa sui listini italiani con un effetto a catena che parte dai mercati internazionali e arriva fino alla pompa sotto casa.
Il ruolo delle accise e la scelta del governo Meloni
Sul fronte interno, la questione delle accise resta al centro delle polemiche. Il governo aveva disposto un taglio di 14 centesimi sulle accise sul gasolio, entrato di fatto in vigore il 28 luglio e poi prorogato il 6 agosto fino al 24 del mese, ma la riduzione si è tradotta in un calo effettivo alle pompe solo a partire dal 29 luglio. Il taglio, però, riguarda soltanto il gasolio e non è mai stato esteso alla benzina, nonostante le richieste ripetute delle associazioni dei consumatori.
Unione Nazionale Consumatori
Il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona ha chiesto al governo di intervenire prima della scadenza del 24 agosto, proponendo di innalzare la riduzione sul gasolio da 14 a 30 centesimi e di introdurre un taglio di 15 centesimi anche sulla benzina, per riportare i prezzi a livelli più sostenibili. Sulla stessa linea il Codacons, secondo cui il governo non avrebbe più scusanti e dovrebbe intervenire immediatamente con un ulteriore taglio delle accise esteso anche alla verde , chiedendo in particolare una proroga del taglio sul gasolio fino alla prima settimana di settembre e l’estensione della misura alla benzina, considerando che oltre diciassette milioni di automobili italiane utilizzano questo carburante.
Le accise: precisazioni
Va ricordato che le accise pesano sul prezzo finale in misura fissa, indipendentemente dalle oscillazioni del greggio: questo significa che, quando il prezzo industriale scende, il peso percentuale della componente fiscale aumenta, mentre quando il prezzo sale la tassazione fissa non si adegua automaticamente al potere d’acquisto delle famiglie. È proprio su questo meccanismo che si concentrano le critiche delle associazioni dei consumatori nei confronti dell’esecutivo.
Le possibili soluzioni per un ribasso dei prezzi
Sul piano interno, la misura più immediata resta l’estensione del taglio delle accise anche alla benzina, non solo al gasolio, insieme ad una proroga della riduzione oltre la scadenza del 24 agosto. Il sistema delle accise mobili, che consente di ridurre la tassazione quando l’aumento dei prezzi genera un maggiore incasso Iva per lo Stato, rappresenta lo strumento tecnico già a disposizione del governo per intervenire senza attendere una manovra straordinaria.
Sul piano internazionale, invece, la vera leva resta la stabilizzazione geopolitica. Occorrono un allentamento delle tensioni nello Stretto di Hormuz e un’eventuale tregua in Medio Oriente. Ciò potrebb riportare il Brent su livelli più contenuti, con effetti diretti sui listini alla pompa nel giro di poche settimane. Fino a quel momento, il peso del rincaro resterà sulle spalle delle famiglie italiane, proprio nel pieno del controesodo estivo. Questo, infatti, è il momento dell’anno in cui milioni di automobilisti si mettono in viaggio e pagano il conto più salato e molti non potranno permetterselo, così come il prezzo dei voli aerei.
Foto: Immagine generata con AI
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