DIA Journal
Economia e Fiscalità 4 min di lettura

Governatori contro i data center negli USA

Bloccati progetti per 130 miliardi di dollari nel primo trimestre dell’anno

Negli Stati Uniti nessuno vuole più i data center vicino casa. Il fenomeno ha ormai un nome preciso, quel “not in my backyard” che per decenni ha accompagnato le battaglie contro le centrali nucleari, le scorie radioattive e le linee dell’alta velocità. Oggi tocca all’intelligenza artificiale e alle infrastrutture che la alimentano.

Nel primo trimestre dell’anno negli Stati Uniti hanno bloccato progetti di data center per un valore complessivo di 130 miliardi di dollari. Il dato arriva dal gruppo di ricerca Data Center Watch, secondo cui nei primi mesi del 2026 almeno 75 progetti, per circa 130 miliardi di dollari, bloccati o rallentati a causa dell’opposizione locale. Una cifra vicina al valore totale dei progetti frenati nell’intero 2025.

Una protesta che unisce destra e sinistra

La particolarità di questa ondata di opposizione è la sua natura trasversale. A contestare i nuovi impianti non sono solo le comunità progressiste ma anche i leader repubblicani di Texas, Mississippi e Ohio, Stati considerati decisivi per la maggioranza al Congresso e già nel mirino della sfida del 2028 per la presidenza.

Il Texas cosa fa?

In Texas la sfidante democratica Gina Hinojosa ha lanciato uno spot televisivo destinato alle aree rurali, accusando il governatore repubblicano Greg Abbott di aver svenduto i cittadini agli interessi dei dirigenti delle società tecnologiche.

Eppure lo stesso Abbott, lo scorso novembre, voleva fare del Texas il centro dello sviluppo dell’intelligenza artificiale americana, sbandierando investimenti per 40 miliardi di dollari da parte di Google.

SponsorizzatoBraiShop

Il governatore ha appena annunciato di aver bloccato 1.800 nuovi data center, per un valore di miliardi di dollari, a causa dei timori legati all’eccessivo consumo di energia e acqua.

E la Pennsylvania?

Anche in Pennsylvania il governatore democratico Josh Shapiro ha dichiarato che la sua amministrazione non darà più priorità ai progetti di data center nell’iter di rilascio dei permessi di costruzion. Ma anche nella concessione di esenzioni fiscali, precisando che tali progetti non soddisferanno più standard nuovi e più stringenti.

Silicon Valley e Casa Bianca contro Stati e distretti

Il tema dei data center è diventato una questione bipartisan che mette in discussione la strategia sostenuta da Silicon Valley e Casa Bianca per superare la Cina e conquistare la leadership nell’intelligenza artificiale.

I residenti e le amministrazioni di Stati e distretti in bilico, come Texas, Mississippi e Ohio, si uniscono ai leader progressisti, tra cui Bernie Sanders, nel chiedere una pausa nella realizzazione di nuovi impianti.

In pochi mesi i data center sono passati, nella percezione diffusa, da motore di sviluppo a fenomeno che sottrae risorse alle comunità locali. In qualche centinaia di chilometri, da Wall Street alla Pennsylvania, dalla Silicon Valley al Texas, l’intelligenza artificiale si trasforma in nemico agli occhi di chi la vede togliere posti di lavoro nonostante il boom di investimenti.

SponsorizzatoBraiShop 2

Di fatto le legittime preoccupazioni della popolazione si sommano a moderni movimenti luddisti e a battaglie di retroguardia.

Perfino nella base elettorale di Trump cresce il desiderio di riportare l’America al primato tecnologico, mentre si moltiplicano i dubbi sui reali benefici delle nuove tecnologie per i cittadini comuni.

Le elezioni di midterm cambiano la partita

La politica americana si adegua al clima di sfiducia, guardando anche alle elezioni di midterm. Sempre più governatori stanno cambiando idea e adottano misure più restrittive nei confronti dei data center, sfidando gli ordini di Donald Trump.

Le grandi società tecnologiche, a partire da Oracle, OpenAI e Microsoft, lanciano intanto imponenti campagne di marketing per sostenere i loro progetti, ma la tecnologia è ormai entrata, dalla porta sbagliata, nella contesa elettorale in alcuni degli Stati decisivi per la maggioranza al Congresso.

Resta da capire se questa frenata sarà temporanea o se segnerà un cambio di rotta strutturale nella corsa americana all’intelligenza artificiale.

SponsorizzatoBraiShop

Foto: Immagine generata con AI

Condividi: