L’alluvione Nepal ha lasciato dietro di sé un bilancio che continua ad aggravarsi, ma tra le macerie arriva anche una notizia di speranza: due operai rimasti intrappolati dal 26 agosto 2025 in una galleria di una centrale idroelettrica nel nord del Paese sono stati estratti vivi dai soccorritori nepalesi. Il salvataggio è avvenuto a distanza di oltre una settimana dall’inizio dell’emergenza, mentre le squadre di ricerca continuano a scavare tra il fango e i detriti in diverse aree colpite dalle violente inondazioni che hanno investito sia il Nepal sia il Tibet.
Alluvione Nepal, il bilancio delle vittime sale a 1.259
Il numero delle persone decedute a causa della catastrofe è salito a 1.259, un dato che riflette la portata dell’evento e le difficoltà incontrate dalle squadre di soccorso nel raggiungere le zone più remote e montuose del Paese. Accanto alle vittime accertate, resta drammaticamente alto il numero delle persone di cui non si hanno più notizie: 5.083 dispersi, una cifra che lascia intendere quanto il bilancio finale possa ancora peggiorare nelle prossime settimane, man mano che le ricerche proseguono e che alcune aree, ancora oggi difficilmente accessibili, vengono raggiunte dai team di emergenza.
Oltre 900 lavoratori dei siti idroelettrici tra i dispersi
Un capitolo a parte riguarda i lavoratori impiegati nei siti idroelettrici nepalesi, un settore strategico per il Paese vista la conformazione montuosa del territorio e la presenza di numerosi corsi d’acqua sfruttati per la produzione di energia. Nell’elenco delle persone disperse figurano oltre 900 tra dipendenti e operai attivi in questi impianti, molti dei quali si trovavano al lavoro proprio nei cantieri e nelle gallerie quando le acque hanno travolto le infrastrutture. Il salvataggio dei due operai estratti vivi dal tunnel rappresenta quindi un caso isolato ma significativo, che alimenta la speranza di poter individuare altri superstiti tra le persone ancora intrappolate nelle strutture sotterranee delle centrali.
La corsa dei soccorritori nelle zone montane del Nepal
Le operazioni di ricerca e soccorso si concentrano soprattutto nelle aree settentrionali del Paese, dove il terreno impervio e le condizioni climatiche rendono particolarmente complesso l’intervento delle squadre. I due operai liberati dalla galleria erano rimasti bloccati fin dal 26 agosto 2025, giorno in cui l’onda di piena ha investito l’area della centrale idroelettrica, sigillando di fatto l’accesso al tunnel in cui si trovavano al lavoro. Il loro recupero, dopo diversi giorni di permanenza forzata all’interno della struttura, testimonia sia la resistenza dei due lavoratori sia l’impegno costante dei soccorritori nepalesi, che non hanno interrotto le ricerche nonostante il trascorrere del tempo riducesse le probabilità di trovare superstiti.
Le conseguenze sul settore energetico nazionale
L’impatto dell’alluvione sul comparto idroelettrico nepalese appare rilevante non solo dal punto di vista umano, con centinaia di lavoratori ancora dispersi, ma anche per le possibili ripercussioni sulla produzione energetica del Paese, che fa ampio affidamento su questo tipo di impianti per la fornitura di elettricità. Al momento non sono disponibili valutazioni definitive sui danni strutturali subiti dalle centrali coinvolte, ma la presenza di centinaia di dispersi proprio tra il personale di questi siti lascia presagire che diverse infrastrutture possano essere state gravemente compromesse dalla furia delle acque.
Le prossime fasi delle operazioni di soccorso
Con il bilancio delle vittime destinato potenzialmente a crescere ulteriormente e migliaia di persone ancora disperse, le autorità nepalesi mantengono attive le squadre di ricerca su tutto il territorio colpito. Il caso dei due operai salvati nel tunnel della centrale idroelettrica rappresenta un precedente importante per orientare le future operazioni, dimostrando come la permanenza prolungata in spazi chiusi non escluda automaticamente la possibilità di sopravvivenza. Resta però alta l’attenzione sulle condizioni delle 5.083 persone ancora disperse, la cui sorte dipenderà in gran parte dalla capacità dei soccorritori di raggiungere in tempi rapidi le aree più isolate del Nepal e del Tibet, dove l’alluvione ha lasciato il segno più profondo.
Per seguire gli sviluppi della situazione internazionale legata a calamità naturali ed emergenze si può consultare la sezione news del sito, mentre gli aggiornamenti su temi economici collegati alle infrastrutture energetiche sono disponibili nella sezione economia e fiscalità.
Rimani aggiornato
Iscriviti alla newsletter di DIA Journal e ricevi ogni settimana i migliori articoli direttamente nella tua casella di posta.
I tuoi dati sono al sicuro. Niente spam, solo contenuti di qualità. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.









