Cosa cambia?
Il GP di Montecarlo 2026 non finisce mai. Ad ormai tre mesi di distanza dalla gara del Principato il verdetto relativo al risultato finale è stato nuovamente sconvolto. La Corte d’Appello FIA ha ridisegnato la classifica, accogliendo il ricorso di McLaren e Red Bull. Dunque viene modificato anche il podio che, inizialmente, era stato restituito dai commissari di gara a Gasly dopo aver annullato due penalità per eccesso di velocità in pit lane. Il francese scende così al settimo posto, mentre torna sul podio Hadjar.
Hadjar non è il solo beneficiario
Allo stesso modo, beneficiano di questa decisione la Mclaren di Oscar Piastri, che sale dal quinto al quarto posto, e le due Racing Bulls di Liam Lawson e Arvid Lindblad, che ottengono rispettivamente la quinta e la sesta posizione davanti proprio all’Alpine di Gasly.
Alpine aveva vinto il primo ricorso
Ogni scuderia ha la possibilità di presentare un ricorso inerente agli eventi verificatisi nel Gran premio precedente fino al successivo weekend di gara per rivedere alcuni aspetti. Alpine ha sfruttato questa chance prima di Barcellona presentando in tempo un ricorso ai commissari per la revisione delle penalità a Pierre Gasly nel GP di Montecarlo, portando le prove necessarie a supporto della propria tesi. Inizialmente, Alpine aveva vinto l’appello.
L’errore della FOM
Nelle rivelazioni post gara la FOM, responsabile del sistema di cronometraggio ufficiale, aveva evidenziato una discrepanza tra la distanza stimata e quella reale dei sensori utilizzati per il rilevamento della velocità. Una differenza che aveva portato a sovrastimare lo Speed limit in pit lane danneggiando molto piloti. Per questo i commissari avevano annullato le due penalità attribuite a Gasly, restituendogli il podio. Una decisione che aveva inevitabilmente generato polemiche. Questo perché mentre le sanzioni del francese erano state cancellate, non era stato possibile fare lo stesso per altri piloti che avevano già scontato la penalità durante la corsa. Dunque un problema di etica ed equità sportiva.
La sintesi della sentenza della Corte d’Appello Fia
“La Corte ritiene che il materiale emerso dopo la gara non sia sufficiente a superare il risultato probatorio prodotto dall’applicazione del parametro ufficiale contemporaneo. Quel materiale dimostra che un diverso approccio geometrico porta a una distanza teorica differente. Tuttavia, non stabilisce la distanza effettivamente percorsa dalla vettura numero 10 di Gasly né la sua reale velocità media, e la Corte non è in grado, sulla base delle prove disponibili, di determinare tali elementi in modo indipendente dal sistema di cronometraggio, in un senso o nell’altro”. Questo il riassunto del comunicato della Corte d’Appello.
La spiegazione della sentenza
Al contro ricorso presentato da Mclaren e Red bull la Corte d’Appello ha risposto ieri in maniera positiva. La spiegazione ufficiale è che i dati portati dall’Alpine sono stati ritenuti utili ma non decisivi per stabilire con certezza che la misurazione della FOM fosse sbagliata. Essi dimostrano semplicemente che la misurazione potrebbe essere stata diversa se presa da un’altra linea.
L’equità sportiva come motivazione cardine
In più quel parametro è stato ritenuto valido per tutti gli altri team che si sono regolati su quella data misura e hanno dovuto scontare penalità in gara proprio per questo aspetto. Ergo, per un principio di equità sportiva, non essendo possibile cancellare penalità scontate nel corso della gara, la cosa più giusta secondo la Corte d’Appello è stata accogliere il ricorso di McLaren e Red bull.
Tensione alle stelle tra Alpine/Mclaren
In conferenza stampa alla vigilia del weekend di Monza, il consigliere esecutivo dell’Alpine, Flavio Briatore, ha polemizzato, dichiarando: “Accettiamo il verdetto, non accettiamo che uno dei giudici non fosse indipendente e ci chiediamo perché avesse un rapporto con McLaren”. Il suo riferimento dovrebbe essere al giudice della corte Filippo Marchino (si tratta di una ipotesi, non avendo egli dichiarato esplicitamente alcun nome). L’accusa di Briatore riguarderebbe una fotografia collegata a un’iniziativa benefica del 2018 nella quale, secondo la sua ricostruzione, sarebbe comparso il giudice accanto a una vettura McLaren. “Un giudice dovrebbe essere completamente indipendente. Questo giudice era legato alla squadra che stava procedendo contro di noi, non credo sia una cosa corretta per lo sport”.
Pronta la risposta di Stella
Stella, team principal McLaren, ha prontamente risposto minacciando azioni legali. Ecco le sue parole: “Ritengo che questa conferenza, prendendo questa piega, sia piuttosto offensiva nei confronti della McLaren. Per la reputazione di una scuderia che merita grande rispetto, se qualcuno avanza accuse che sembrano piuttosto gravi dovrà assumersi la responsabilità di ciò che afferma in una sede pubblica”. Vedremo quali saranno gli ulteriori aggiornamenti di questa vicenda.
Gasly intanto si prende una rivincita in pista a Monza
Dopo la complicata giornata di ieri, l’Alpine ha risposto in pista proprio con Pierre Gasly. Il team di Briatore a Monza si è presa oggi sabato 5 settembre una storica pole position interrompendo un digiuno di 16 anni. Evento assolutamente inaspettato che però testimonia il lavoro ottimale che la squadra francese ha fatto durante la prima metà di stagione.
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Foto: Wikimedia Commons / Eustace Bagge
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