Monza: caratteristiche tracciato
Tredicesimo appuntamento del calendario di Formula uno. Si corre in Italia in una Monza gremita di rosso e carica di aspettative. Per ciò che riguarda le caratteristiche del tracciato, quest’ultimo misura 5.793 metri di lunghezza ed è noto storicamente come il “tempio della velocità”. Richiede una particolare configurazione aerodinamica con un assetto molto scarico per massimizzare la velocità di punta nei 4 rettilinei principali.
Ricarica deployment fondamentale
Una ulteriore sfida, con l’introduzione del nuovo regolamento, riguarda la gestione del deployment dell’energia (soprattutto per i non motorizzati Mercedes, per distacco il team che meno avverte questo problema da inizio stagione). Ciò deriva dalla frequenza e dalla lunghezza dei rettilinei. Insomma i sorpassi si prospettano molto numerosi. Ma l’Autodromo di Monza si caratterizza altresì per le sue curve iconiche, affrontate a gas spalancato. Tra queste si possono menzionare Lesmo, Ascari e la Parabolica.
Aggiornamenti: Ferrari con ADUO 2
La Ferrari arriva nel weekend di casa con la voglia di fare bene e soprattutto il tentativo di massimizzare il risultato, cosa non successa nelle ultime uscite. Per caratteristiche della pista quello di Monza è un tracciato avverso alla SF26. Per ovviare alle problematiche previste alla vigilia, la Rossa introduce un pacchetto di aggiornamenti tecnico-aerodinamici e la quarta power unit evoluta (ADUO 2) con un incremento stimato di circa 15 cavalli. Questa è mirata a recuperare potenza sui rettilinei e a migliorare l’efficienza energetica e la ricarica della batteria.
ADUO ma non solo: Rossa aggressiva
Ci sono anche modifiche all’ala anteriore e posteriore per ridurre la resistenza all’avanzamento (drag), oltre a un nuovo fondo ad alta efficienza aerodinamica per limitare il carico indotto e massimizzare la velocità e di punta. Una Ferrari aggressiva che sceglie di mantenere il FTM. Mentre, per gli altri team, anche Haas porta un pacchetto migliorativo importante con il solo Bearman a montare il motore aduato di Ferrari (la Haas ha il motore della Rossa, è un team cliente).
QUALIFICHE
Qualifiche e Monza significano una cosa sola: ricerca della scia. Elemento troppo importante per non essere sfruttato, tutti i piloti cercano una scia per aver meno resistenza all’avanzamento e ottenere un lap time migliore. Ma trovare la scia giusta è compito difficile, ciò rende il tutto molto complicato soprattutto quando ci sono molte vetture in pista. Q1 e Q2 sembrano andare come da copione con la Ferrari che fatica tantissimo sul dritto e non riesce a trovare una valida soluzione, rischiando di essere estromessa dal Q3. Ma per un millesimo di secondo su Bortoleto (Hamilton) e per 7 millesimi di secondo (Leclerc) i piloti Ferrari si salvano. In Q3 accedono tutti i motorizzati Mercedes e Ford, sintomo evidente della sofferenza del motore Ferrari su questa pista. Il gioco di scie tra Kimi Antonelli e George Russell, preparato da Mercedes tutto il weekend, non riesce a causa di Verstappen che si frappone tra i due.
Pole atomica di Gasly
Sono tutti molto vicini e sin dall’inizio delle qualifiche si è notata una Alpine brillante, capace di tenere il ritmo dei top team nel giro singolo. Nel finale succede qualcosa di inaspettato e clamoroso. Pierre Gasly, motorizzato Mercedes, batte la Mercedes ufficiale di Russell e firma una storica pole position davanti all’inglese. La Rossa limita i danni e parte dalla seconda fila grazie alla penalità per Oscar Piastri a causa di un impeding su Lawson dell’australiano. Leclerc e Hamilton si regalano una opportunità per sognare, visto l’ottimo passo gara, consapevoli però della difficoltà che ci sarà nei duelli. Delude Verstappen e la Mclaren. Kimi Antonelli partirà dal fondo della griglia per una penalità presa per sostituire tutte le componenti della Power unit.
GARA
Partenza straordinaria di Gasly e ritmo infernale sin dall’inizio con una partenza molto caotica. Hamilton forza la staccata sul compagno di squadra Leclerc, entrando molto, forse troppo, aggressivo in curva uno. Il monegasco non la prende bene e accompagna Lewis in ghiaia con il britannico che scende sino all’ottavo posto. Intanto Leclerc mantiene la terza posizione ma dopo aver superato Gasly (con Russell già in prima posizione come da copione) perde potenza, evidentemente con problemi nel deployment dell’energia, vero tallone d’Achille per Ferrari. Il monegasco cede varie posizioni e poi perde la macchina in Parabolica schiantandosi nel muro con un impatto laterale violentissimo.
Leclerc nel muro: bandiera rossa e pubblico ammutolito
Bandiera rossa e gara sospesa. Ammutoliti i tifosi della Rossa che tanto avevano sognato questo gran premio. Nella ripartenza molti decidono di smarcare il pit stop sostituendo i pneumatici. Antonelli in tutto questo ha già recuperato diverse posizioni e riparte dodicesimo. La Mercedes ha un altro ritmo, insostenibile per tutti tranne che per Max Verstappen nella prima parte di gara. Hamilton non ha potenza sui rettilinei e, pure avendo un buon passo, è incostante, costretto a lottare con le Mclaren. Antonelli recupera fino alla seconda posizione ed inizia una battaglia a tre mozzafiato, fatta di sorpassi e contro sorpassi dovuti ai diversi utilizzi nel giro dell’energia.
Turning point fella gara: virtual safety car per un problema a Stroll
Poco dopo metà gara per un problema alla sua Aston Martin Stroll è costretto al ritiro e molti piloti sfruttano la chance di rientrare ai box e montare una gomma più fresca. Su tutti Antonelli e Verstappen, che iniziano una rimonta furiosa. I due tornano nelle posizioni in cui erano prima della sosta aggiuntiva con Antonelli che negli ultimi giri supera il proprio compagno di squadra e va a vincere, seppur con qualche brivido. Completano il podio Russell e Verstappen. Poi le due Mclaren, sottotono rispetto alla ultime apparizioni e solo sesta la Rossa di Hamilton, l’unica a tagliare il traguardo delle due. Delusione enorme per il cavallino e entrambi i mondiali ormai totalmente andati.
Kimi: sei leggenda!
L’italiano, costretto a partire dal fondo, compie una gara meravigliosa. Kimi sfrutta ogni momento a sua disposizione, non commette errori fino al giro 50 e tiene un ritmo impressionante. Se da un lato è vero che la Mercedes è nettamente superiore a tutte le concorrenti, soprattutto in una pista congeniale alle frecce d’argento, dall’altro va sottolineato che il romagnolo è in uno stato di forma clamoroso, capace di portare la Mercedes a un livello che lo stesso compagno di squadra Russell non riesce a raggiungere. Ciò che stupisce non è il talento cristallino ma la maturità e la cattiveria con cui guida questo ragazzo. L’Italia ha definitivamente scoperto il suo fenomeno, pilota speciale e ragazzo perbene, merito di una famiglia coesa e sempre al suo fianco con il papà Marco a seguirlo in ogni tappa del calendario. Insomma Antonelli mitica la delusione per una Ferrari assolutamente sottotono. Monza in qualche modo si tinge d’azzurro. Le immagini del podio rimarranno indubbiamente nella storia dello sport italiano. Kimi oggi mette un sigillo quasi decisivo sul campionato. In una tappa in cui doveva limitare i danni, aumenta il vantaggio sui diretti inseguitori. Ora Russell è a -66 e Hamilton a -76.
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Foto: Foto profilo Instagram di Kimi Antonelli
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