Attacchi alle Torri Gemelle, i racconti di Trump su quel giorno messi alla prova dei fatti (Shealeah Craighead, Wikimedia Commons, Public domain)
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Attacchi alle Torri Gemelle, i racconti di Trump su quel giorno messi alla prova dei fatti

A 25 anni dagli attentati dell'11 settembre 2001, fact-checker e testate americane hanno messo a confronto le diverse versioni raccontate nel tempo da Trump su quella giornata, trovando prove parziali o assenti a sostegno di alcune sue dichiarazioni.

A venticinque anni dagli attentati dell’11 settembre 2001, torna al centro dell’attenzione pubblica la questione di Trump l’11 settembre 2001: dove si trovasse esattamente e cosa abbia fatto nelle ore e nei giorni successivi alla tragedia che colpì New York, Washington e la Pennsylvania. A riportare l’attenzione sul tema sono state diverse testate e organizzazioni di fact-checking americane, che negli ultimi anni hanno messo a confronto le molteplici versioni fornite nel tempo dal presidente statunitense, riscontrando prove parziali o del tutto assenti a sostegno di alcune delle sue affermazioni.

Le diverse versioni raccontate nel tempo

Nel corso degli anni, Trump ha offerto pubblicamente più di una ricostruzione di come avrebbe vissuto quella giornata e il periodo immediatamente successivo. Le dichiarazioni, rilasciate in contesti diversi e a distanza di tempo l’una dall’altra, non sempre coincidono tra loro nei dettagli. È proprio questa discrepanza tra i vari racconti ad aver spinto giornalisti e verificatori indipendenti a mettere le affermazioni sotto la lente, cercando riscontri documentali, testimonianze e cronologie ufficiali di quei giorni drammatici per gli Stati Uniti.

Il lavoro di verifica si è concentrato in particolare sul confronto incrociato tra le diverse dichiarazioni pubbliche rilasciate dal presidente in momenti differenti della sua carriera politica e mediatica, cercando di stabilire quale, tra le varie versioni, potesse trovare un fondamento in documenti, immagini o testimonianze verificabili in modo indipendente.

Cosa hanno trovato i fact-checker

Le testate e gli organismi di verifica che si sono occupati della vicenda hanno riscontrato che, per una parte delle affermazioni rilasciate da Trump su quella giornata, le prove a sostegno risultano parziali. Per altre dichiarazioni, invece, non è stato possibile reperire alcun riscontro documentale o testimoniale che le confermasse. Si tratta di un lavoro di ricostruzione che si inserisce nel più ampio filone del giornalismo di verifica, una pratica che consiste nel confrontare dichiarazioni pubbliche con documenti, registrazioni, testimonianze e cronologie accertate, allo scopo di stabilire il grado di attendibilità di un racconto.

È importante distinguere, in questo contesto, tra il fatto accertato — l’esistenza di più versioni pubbliche rilasciate dal presidente nel corso degli anni — e l’ipotesi o l’interpretazione che ne consegue, ovvero il giudizio sulla loro coerenza reciproca e sulla loro fondatezza. Il primo elemento è un dato verificabile attraverso la semplice comparazione di dichiarazioni pubbliche rilasciate in momenti diversi; il secondo appartiene invece al lavoro di analisi e verifica condotto dalle testate e dai fact-checker citati.

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Il significato di una verifica a distanza di 25 anni

Il fatto che la questione venga riproposta a un quarto di secolo dagli attentati non è privo di rilevanza. Le ricorrenze tonde, come quella dei 25 anni dall’11 settembre 2001, rappresentano tradizionalmente momenti in cui la stampa torna a rileggere criticamente gli eventi e le narrazioni che li hanno accompagnati, verificando se i racconti pubblici resistano al confronto con i documenti dell’epoca. In questo caso, l’esercizio di verifica riguarda in particolare la figura di un capo di Stato le cui dichiarazioni pubbliche, per il ruolo istituzionale ricoperto, sono sottoposte a un livello di scrutinio più elevato rispetto a quelle di un normale cittadino.

Va sottolineato che il lavoro di fact-checking non riguarda l’accertamento dei fatti storici dell’11 settembre 2001 in sé, ormai ampiamente documentati e ricostruiti da inchieste ufficiali e giornalistiche, quanto piuttosto la coerenza e la verificabilità delle dichiarazioni personali rilasciate dal presidente su dove si trovasse e cosa abbia fatto in quelle ore e nei giorni immediatamente successivi. Per un approfondimento sul contesto politico più ampio in cui si inserisce questa vicenda, si rimanda alla sezione news dedicata all’attualità internazionale.

Una vicenda che si inserisce nel dibattito pubblico americano

La discussione sulle versioni fornite da Trump sull’11 settembre si aggiunge a un più ampio dibattito, ricorrente negli Stati Uniti, sulla tenuta delle dichiarazioni pubbliche dei politici quando vengono confrontate con documenti e testimonianze verificabili. Questo tipo di verifiche, condotte da testate giornalistiche indipendenti, rappresenta uno degli strumenti attraverso cui l’opinione pubblica americana valuta l’affidabilità delle narrazioni offerte dai propri leader su eventi di rilevanza storica e nazionale. Per chi segue le vicende legate alla politica statunitense, la sezione approfondimenti di attualità del sito raccoglie ulteriori ricostruzioni su temi analoghi.

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