Sabalenka – Rybakina: l’elite a confronto per diventare regina di New York!
Arthur Ashley Stadium gremito per la finale del singolare femminile degli US Open, ultimo Slam della stagione in programma. Gli occhi dell’intero mondo tennistico stasera erano concentrati sul centrale di New York per assistere all’elite del circuito WTA. A sfidarsi sono state le regine del ranking Aryna Sabalenka (testa di serie numero uno, diventata seconda in classifica generale nel corso del torneo) e Elena Rybakina (testa di serie numero due, diventata numero uno al mondo pochi giorni fa). In sintesi, il meglio che può offrire il tennis femminile. Da un lato la campionessa in carica (Sabalenka), che veniva da due vittorie consecutive agli US Open. Dall’altro una Rybakina finalmente maturata e pronta a scrivere la storia pochi giorni dopo aver raggiunto matematicamente la vetta della classifica WTA. Insomma ci si aspettava un livello pazzesco, un equilibrio sottilissimo e le premesse sono state in gran parte mantenute.
Sabalenka – Rybakina: simili o diverse?
Due tenniste simili per caratteristiche di gioco, dotate di un eccezionale servizio e di un meraviglioso rovescio. Ma dal carattere estremamente diverso. Spesso sopra le righe e molto istintiva la Sabalenka, a volte persino troppo precipitosa anche nel modo di stare in campo e nel suo tennis. Totalmente antitetica la Rybakina, indicata dagli addetti ai lavori come la “versione femminile” di Sinner. La kazaka è silenziosa, calma, paziente, inespressiva sul terreno di gioco ma chirurgica nei momenti che contano. Molte similitudini, molte divergenze ma indubbiamente due meravigliose campionesse che hanno ciascuna le proprie peculiarità.
Match dai mille spunti
È stato un match incredibile e dai mille volti quello andato in scena poche ore fa a New York. Il primo set lo ha portato a casa la Rybakina, bravissima a sfruttare la regolarità dei suoi colpi da fondo nonostante una inaspettata difficoltà nel mettere in campo la prima di servizio (solo il 27% nel primo parziale per la kazaka).
Reazione Sabalenka ma non basta
La Sabalenka, autrice di molti errori soprattutto ad inizio gara, si è riscattata parzialmente nel secondo set, aumentando il proprio livello di gioco e cercando di restare in scia alla propria avversaria. Ma l’attuale numero uno al mondo non ha lasciato occasioni fino al ventesimo game della partita, dove ha dovuto annullare due set point. Il break è alla fine arrivato ugualmente poco dopo a favore della bielorussa, forzando la sfida al terzo set. Da lì l’equilibrio sottilissimo che si prevedeva e che si era avuto si è definitivamente sciolto. La Rybakina ha ulteriormente alzato i giri del motore, dominando il parziale (complice una Sabalenka totalmente uscita dalla partita) con una serie di colpi incredibili e laureandosi regina di New York! Il match è terminato dopo 2 ore e 21 minuti di battaglia col punteggio di 6-4/5-7/6-2.
Sabalenka: ancora una delusione
Una campionessa indiscussa e indiscutibile Aryna Sabalenka. Spesso però fermatasi sul più bello. È la sua carriera a dircelo. Con quella odierna si parla della quinta sconfitta su nove finali Slam disputate, la quarta sconfitta delle ultime 5 finali Slam raggiunte. Numeri che dicono tanto, soprattutto se interessano la tennista più forte che il circuito femminile abbia potuto ammirare in questi anni. La bielorussa ha perso pochi giorni fa anche la vetta del ranking dopo 99 settimane consecutive in testa. A sottrargliela è stata proprio Elena Rybakina, contro cui ha perso per la terza volta in carriera. La Sabalenka ha la possibilità e il dovere di concentrarsi su di sé, di affinare l’aspetto istintivo del suo carattere (fin troppo impattante in negativo sul suo tennis) e di variare il suo gioco per tornare ad essere il punto di riferimento.
Rybakina si prende tutto: numero uno e US Open!
Elena Rybakina ha stravinto il confronto diretto con la propria avversaria, dimostrando una maturità incredibile e mantenendo un livello mediamente più alto nel corso dell’intero match. L’aspetto fondamentale è stato il saper mantenere la diagonale di destra contro una giocatrice del valore di Aryna Sabalenka. Cosa che probabilmente poco tempo fa sarebbe stata impensabile.
Miglioramenti visibili
È il frutto del lavoro che in questi mesi la kazaka ha fatto insieme al suo team, il tutto ha portato a dei miglioramenti pazzeschi in particolare sul diritto, suo colpo meno naturale. In una giornata in cui non ha funzionato il servizio, la Rybakina è riuscita lo stesso a seguire il suo spartito. Ha vinto tutti gli scambi più lunghi ed ha commesso pochissimi errori. La differenza l’ha fatta la freddezza e la lucidità nei momenti chiave del match, oltre alla risposta. Si tratta del terzo titolo Slam della carriera dopo Wimbledon 2022 e Australian Open 2026. Rybakina, che nemmeno doveva partecipare per un problema alla caviglia, si è presa in pochi giorni tutto: numero uno del mondo e US Open! Missione compiuta. Ora le manca solo il Roland Garros per completare il career Grand Slam (vincere almeno una volta ciascun torneo Slam).
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Foto: Foto profilo Instagram US Open
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