Vertice Zelensky Putin al G20 in Florida: il Cremlino invita Kiev a Mosca (Пресс-служба Президента Российской Федерации, Wikimedia Commons, CC BY 4.0)
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Vertice Zelensky Putin al G20 in Florida: il Cremlino invita Kiev a Mosca

Zelensky si dice pronto a un vertice con Putin al G20 di Miami, ma solo se anche il leader russo sarà presente. Il Cremlino risponde definendo l'ipotesi impossibile e invitando Kiev a un incontro a Mosca, mentre proseguono gli attacchi su entrambi i fronti.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato di essere pronto a un vertice Zelensky Putin al G20 di Miami, condizionando la propria presenza alla partecipazione del leader del Cremlino al summit in programma in Florida. La dichiarazione, rilasciata all’emittente tedesca DW, apre uno scenario diplomatico che il Cremlino ha però immediatamente ridimensionato.

Le condizioni poste da Zelensky per il vertice Zelensky Putin al G20

Nel colloquio con DW, Zelensky ha chiarito che la propria disponibilità a recarsi a Miami è subordinata alla certezza che anche Vladimir Putin sarà presente al summit. Si tratterebbe, in caso di conferma, di un’occasione multilaterale diversa dai formati bilaterali finora ipotizzati per un possibile confronto diretto tra i due leader, con Kiev che finora ha più volte insistito sulla necessità di un incontro al vertice per sbloccare i negoziati sul conflitto in corso.

La proposta arriva mentre gli scontri sul terreno non conoscono tregua. Nella notte, attacchi russi hanno causato almeno quattro morti in Ucraina, due a Zaporizhzhia e due presso uno stabilimento di ArcelorMittal a Kryvyi Rih, mentre a Odessa raid con missili e droni hanno ferito 35 persone. Parallelamente, forze ucraine avrebbero condotto azioni con droni contro le città russe di Togliatti e Taganrog, colpendo obiettivi di natura industriale sul territorio della Federazione Russa.

La risposta del Cremlino: nessuna trasferta a Miami

Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha replicato in modo netto definendo l’ipotesi ‘impossibile’, ribadendo che un eventuale incontro tra i due leader potrebbe svolgersi solo a Mosca. Una posizione che, di fatto, esclude l’ipotesi di un faccia a faccia sul suolo statunitense e rilancia la richiesta russa di un incontro sul proprio territorio, condizione finora respinta da Kiev.

Questo scambio di dichiarazioni conferma la distanza tra le due parti non solo sul merito delle trattative, ma anche sulla forma e sul luogo di un eventuale confronto diretto. Un nodo, quello della sede, che negli ultimi mesi ha rappresentato uno degli ostacoli procedurali più difficili da superare nel percorso verso una qualsiasi forma di dialogo diretto tra i due capi di Stato.

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Un drone attraversa tre Paesi e si schianta in Romania

Sul fronte militare, un episodio che ha attirato attenzione riguarda un drone che ha attraversato il territorio ucraino e quello moldavo, per poi schiantarsi al suolo in Romania. L’episodio si aggiunge alla serie di incursioni e sconfinamenti che negli ultimi tempi hanno interessato i Paesi confinanti con l’area del conflitto, sollevando interrogativi sulla sicurezza dello spazio aereo regionale.

Quanto agli attacchi contro Togliatti, città nota per la sua vocazione industriale legata alla produzione automobilistica e situata nell’oblast di Samara, e contro Taganrog, i droni ucraini a lungo raggio avrebbero preso di mira uno stabilimento per la produzione di gomma. Le informazioni relative a questi raid provengono da canali di monitoraggio russi attivi su Telegram, mentre non risultano al momento conferme ufficiali indipendenti sull’entità dei danni.

Lo scenario diplomatico resta incerto

L’ipotesi di un vertice Zelensky Putin al G20 rimane dunque, allo stato attuale, un’apertura unilaterale da parte ucraina priva di riscontro concreto da Mosca. Il Cremlino ha di fatto respinto l’ipotesi di una partecipazione di Putin al summit di Miami, ribadendo che l’unica sede possibile per un incontro tra i due leader resta Mosca.

Nel frattempo, la situazione sul terreno continua a essere caratterizzata da un’intensità di scontri che rende difficile immaginare un’accelerazione immediata sul fronte negoziale. Le vittime registrate nelle regioni ucraine colpite nelle ultime ore, unite agli attacchi con droni sul territorio russo, testimoniano come le operazioni militari proseguano parallelamente a ogni tentativo di apertura diplomatica. Per approfondimenti sul quadro generale del conflitto si rimanda alla sezione news internazionali della testata, così come per l’evoluzione economica legata alle sanzioni si può consultare la sezione economia e fiscalità.

Resta da capire se l’appello lanciato da Zelensky troverà un seguito concreto nelle prossime settimane, oppure se la distanza tra le posizioni di Kiev e Mosca sulla sede dell’incontro finirà per bloccare, ancora una volta, ogni prospettiva di dialogo diretto tra i due leader. Per gli aggiornamenti sulle vicende diplomatiche legate al conflitto si può fare riferimento anche alla sezione approfondimenti internazionali del sito.

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