Gaza crollo palazzo — DIA Journal
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Gaza, crollo di un palazzo colpito dai raid: 21 morti, 12 sono bambini

Il crollo di un palazzo a Gaza, già colpito da precedenti raid, ha provocato la morte di 21 persone tra cui 12 bambini. Almeno un centinaio di dispersi sotto le macerie, soccorsi ostacolati dalla mancanza di mezzi pesanti.

Il crollo di un palazzo a Gaza ha provocato la morte di 21 persone, tra cui 12 bambini, mentre almeno un centinaio di persone, tra cui circa 50 bambini, risultano ancora disperse sotto le macerie. Il cedimento dell’edificio residenziale è avvenuto nella notte, intorno all’una, a ovest di Gaza City, mentre gli occupanti stavano dormendo. A fornire il bilancio sono state le autorità della Striscia di Gaza.

Un crollo di Gaza in un edificio già colpito dai raid

Secondo quanto ricostruito, la struttura era stata bersaglio di più attacchi nel corso del 2024 e ancora nel marzo 2025. Nonostante i danni subiti, il palazzo era rimasto in piedi e, con il tempo, si era trasformato in un rifugio di fortuna per decine di famiglie sfollate che non avevano altro luogo dove ripararsi. Il portavoce della Protezione civile di Gaza, Mahmoud Bassal, ha spiegato che alla popolazione era stato in precedenza raccomandato di non fare più ritorno in quell’edificio, considerate le lesioni strutturali accumulate nei bombardamenti. L’appello, tuttavia, non era bastato a impedire che l’immobile tornasse a ospitare abitanti in cerca di un tetto, in un contesto in cui le alternative abitative nella Striscia risultano estremamente limitate.

Soccorsi rallentati: mancano ruspe ed escavatori

Le operazioni di soccorso procedono in condizioni difficili. Le squadre di emergenza stanno lavorando per estrarre superstiti e corpi dalle macerie, ma denunciano la carenza di mezzi pesanti indispensabili in situazioni di questo tipo, come ruspe ed escavatori. Il personale della Protezione civile ha riferito che Israele non consente l’ingresso di tali mezzi nella Striscia, complicando ulteriormente un’operazione già resa lenta dalla vastità del cumulo di macerie e dal numero elevato di persone coinvolte. Almeno un centinaio di persone risultano tuttora disperse, un dato che potrebbe far salire ulteriormente il bilancio delle vittime man mano che proseguono le ricerche sotto le rovine dell’edificio crollato.

L’allarme della Protezione civile: duemila edifici a rischio crollo

Il caso del palazzo crollato non è isolato. La Protezione civile di Gaza ha lanciato un allarme più ampio, segnalando che almeno altri 2mila edifici nella Striscia versano in condizioni di grave pericolo strutturale, dopo mesi di bombardamenti che hanno indebolito interi quartieri urbani. Molte di queste costruzioni, pur non essendo crollate, presentano gli stessi rischi che hanno portato al cedimento dell’edificio colpito questa notte: fondamenta compromesse, muri portanti lesionati, solai indeboliti da onde d’urto ripetute nel tempo. La popolazione, tuttavia, spesso non ha alternative abitative e continua a occupare strutture segnalate come pericolanti, un fenomeno che espone migliaia di sfollati al rischio concreto di ulteriori crolli nelle prossime settimane e mesi.

Il contesto degli sfollati e la crisi abitativa

La vicenda mette in luce la condizione di estrema precarietà in cui vivono decine di migliaia di sfollati palestinesi, costretti a cercare riparo in edifici danneggiati per mancanza di soluzioni alternative. La scarsità di alloggi sicuri, unita alle difficoltà logistiche nell’accesso di mezzi e materiali necessari per gli interventi di soccorso e messa in sicurezza, aggrava una situazione umanitaria già segnata da mesi di conflitto. La questione dei 2mila edifici pericolanti censiti dalla Protezione civile pone interrogativi sulla sicurezza di intere aree urbane della Striscia, dove la ricostruzione appare ancora lontana e le priorità restano concentrate sulla gestione dell’emergenza immediata.

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Le autorità sanitarie di Gaza continuano ad aggiornare il bilancio delle vittime mentre proseguono le ricerche tra le macerie. Il numero dei dispersi, fissato per ora a circa un centinaio di persone, resta un dato provvisorio destinato a evolvere nelle prossime ore, in base agli sviluppi delle operazioni di soccorso condotte in condizioni di estrema difficoltà logistica. Per approfondimenti sulla situazione generale nella regione si rimanda alla sezione cronaca internazionale del giornale, mentre gli aggiornamenti sulle conseguenze economiche del conflitto sono consultabili nella sezione economia e fiscalità.

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