fenomeno newsletter — Close-up of the word 'email' formed with letter tiles on a gray surface. (Miguel Á. Padriñán, Pexels)
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Newsletter contro l’algoritmo: il fenomeno che resiste ai social

Nell'era dei social e degli algoritmi guidati dall'intelligenza artificiale, il fenomeno newsletter vive una nuova stagione di successo. Chiara Santoro, head of Italy di Substack, spiega le ragioni di questa controtendenza.

Nell’era in cui i feed dei social network sono governati da sistemi di intelligenza artificiale e da algoritmi sempre più opachi, un formato considerato quasi superato torna al centro dell’attenzione: la newsletter. Il fenomeno newsletter attraversa oggi una fase di rinnovato interesse, tanto tra i lettori quanto tra chi produce contenuti editoriali, e a raccontarne le ragioni è Chiara Santoro, head of Italy di Substack, la piattaforma diventata negli ultimi anni un punto di riferimento internazionale per chi sceglie di scrivere direttamente alla propria community.

Il fenomeno newsletter e la crisi dei social tradizionali

La domanda che attraversa il dibattito editoriale è se questo strumento, nato molto prima dell’avvento dei social network, possa reggere il confronto con piattaforme costruite su logiche di intrattenimento continuo e su algoritmi capaci di anticipare i gusti degli utenti. Secondo quanto emerge dal confronto con Chiara Santoro, la forza della newsletter risiede proprio nella sua natura diretta: un contenuto che arriva nella casella di posta senza passare dal filtro di un sistema automatico che decide cosa mostrare e cosa no. Questo elemento, in un contesto in cui gli utenti percepiscono sempre più i feed social come manipolati o poco trasparenti, rappresenta un valore aggiunto significativo.

Substack, la piattaforma di cui Santoro guida le attività in Italia, si è affermata come uno degli attori principali di questa trasformazione, offrendo a giornalisti, esperti e creator uno spazio dove costruire un rapporto diretto con i propri lettori, spesso su base di abbonamento.

Il rapporto diretto tra chi scrive e chi legge

Uno degli aspetti centrali del ragionamento riguarda il tipo di relazione che si instaura tra autore e pubblico. A differenza dei social, dove il contenuto compete con migliaia di altri stimoli in uno scroll infinito, la newsletter arriva in un ambiente più raccolto: la casella email. Questo cambia profondamente il modo in cui il messaggio viene ricevuto e letto, favorendo un’attenzione più prolungata rispetto a quella tipica dei contenuti social.

Chi sceglie di scrivere una newsletter, secondo questa lettura, punta a costruire fedeltà nel tempo piuttosto che inseguire la viralità del singolo post. È un modello che privilegia la relazione continuativa rispetto alla visibilità occasionale, e che per questo si adatta bene a chi vuole approfondire temi specifici, dal giornalismo all’informazione specialistica, fino ai contenuti di nicchia che faticano a trovare spazio nei grandi flussi di notizie generalisti.

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Intelligenza artificiale e algoritmo: una minaccia o un’opportunità?

Il tema dell’intelligenza artificiale si intreccia inevitabilmente con quello delle newsletter. Da un lato, l’IA sta trasformando il modo in cui i contenuti vengono generati e distribuiti sulle piattaforme social, rendendo ancora più difficile per un singolo autore emergere senza il supporto di un algoritmo favorevole. Dall’altro, proprio questa pervasività dell’automazione nella produzione di contenuti potrebbe spingere una parte del pubblico a cercare fonti percepite come più autentiche e meno standardizzate, caratteristica che la newsletter, scritta da una persona riconoscibile e non da un sistema automatizzato, può offrire.

Va sottolineato che si tratta di una lettura interpretativa del fenomeno, non di un dato quantificato: il materiale a disposizione non fornisce cifre su crescita di abbonati, numero di newsletter attive in Italia o ricavi generati dal settore. Ciò che emerge con chiarezza è invece la dimensione qualitativa del cambiamento: un ritorno a un formato di comunicazione più diretto in un ecosistema digitale sempre più affollato di contenuti automatizzati.

Substack e il ruolo dell’Italia nel mercato delle newsletter

La presenza di una figura come Chiara Santoro, con un ruolo dedicato specificamente al mercato italiano, indica che Substack considera l’Italia un territorio rilevante per lo sviluppo di questo tipo di editoria digitale. La piattaforma consente a chi scrive di monetizzare direttamente il proprio lavoro attraverso abbonamenti, un modello che si differenzia nettamente da quello pubblicitario tipico dei social network e che restituisce agli autori un controllo maggiore sui propri contenuti e sul proprio pubblico.

Questo aspetto economico è centrale per comprendere perché il fenomeno newsletter non vada letto solo come una moda passeggera, ma come una possibile riconfigurazione più strutturale del rapporto tra chi produce informazione e chi la consuma, in un momento storico in cui le grandi piattaforme social sono sempre più oggetto di critiche per la gestione algoritmica della visibilità dei contenuti e per l’impatto crescente dell’intelligenza artificiale generativa nella creazione di testi e immagini destinati al consumo di massa.

Resta da vedere, nei prossimi mesi, se questa tendenza si consoliderà ulteriormente o se rappresenterà una fase transitoria dell’evoluzione dei consumi mediatici, in un settore, quello dell’economia digitale, che continua a mutare rapidamente sotto la spinta delle nuove tecnologie.

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