Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha usato l’Assemblea generale dell’Onu, a New York, per lanciare uno degli attacchi più duri mai rivolti in sede internazionale al leader del Cremlino, Vladimir Putin, definito “paziente zero” della guerra. Il discorso, pronunciato mentre un attacco russo colpiva la sede del suo partito in Ucraina, arriva in un momento delicato: gli Stati Uniti hanno invitato lo stesso Putin al prossimo G20 di Miami, e il Cremlino ha risposto ringraziando Washington.
Il discorso di Zelensky all’Onu: Putin paziente zero
Nel suo intervento, Zelensky ha spiegato che Putin “non può vivere senza guerra” e che da lui si diffonde un’idea di conflitto che, ovunque arrivi, porta “solo dolore, instabilità, nuovi rischi e nuove crisi”. Secondo il presidente ucraino, più libertà d’azione viene lasciata a Putin, più il mondo intero diventa pericoloso: da qui la necessità, ha sostenuto, di negargli lo spazio per agire e per diffondere ulteriormente quello che ha definito un male da contenere. Zelensky ha inoltre ricordato l’umiliazione subita dalla Russia a causa dei raid ucraini contro le proprie infrastrutture petrolifere.
L’attacco alla sede del partito mentre Zelensky parlava
Un elemento che ha reso ancora più teso il contesto del discorso newyorkese è stato l’attacco russo contro la sede del partito di Zelensky, avvenuto proprio mentre il presidente ucraino parlava davanti all’Assemblea generale. La coincidenza temporale tra le parole pronunciate a New York e l’azione militare sul territorio ucraino ha inevitabilmente rafforzato, agli occhi della delegazione di Kiev, la tesi di un Cremlino che prosegue la propria strategia militare indipendentemente dai tavoli diplomatici internazionali.
L’invito Usa a Putin per il G20 di Miami
Parallelamente al discorso di Zelensky, gli Stati Uniti hanno formalizzato l’invito a Putin per partecipare al G20 che si terrà a Miami. Una mossa che il Cremlino ha accolto con un ringraziamento ufficiale, segnale di un canale comunicativo che resta aperto tra Washington e Mosca nonostante la guerra in corso. L’invito arriva mentre l’amministrazione statunitense continua a muoversi su un doppio binario: da una parte il sostegno a Kiev, dall’altra il mantenimento di contatti diretti con la leadership russa in vista di un possibile negoziato.
Zelensky, riferendosi implicitamente a questo genere di aperture diplomatiche verso Mosca, ha invitato la comunità internazionale a non farsi “trascinare”, un messaggio che suona come un monito contro un approccio eccessivamente conciliante nei confronti del Cremlino.
Uno scenario diplomatico ancora incerto
Il quadro che emerge da New York è quello di un conflitto che continua a muoversi su più livelli contemporaneamente: quello militare, con gli attacchi che proseguono anche durante gli appuntamenti diplomatici internazionali; quello politico, con l’invito Usa a Putin per il G20 di Miami che apre interrogativi sul futuro coinvolgimento della Russia nei consessi multilaterali; e quello retorico, con Zelensky che punta a mantenere alta l’attenzione internazionale sulla responsabilità russa nel conflitto. Resta da vedere così come se i canali diplomatici tra Washington e Mosca possano portare a sviluppi negoziali sostanziali nelle prossime settimane.
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