delitto di Garlasco — A close-up of a gavel on a courtroom desk representing law and justice. (Boko Shots, Pexels)
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Delitto di Garlasco, la Procura di Pavia sente il generale Garofano

La Procura di Pavia ha sentito come persona informata dei fatti il generale Luciano Garofano, ex comandante del Ris, nell'ambito dell'accelerazione finale delle indagini bis su Andrea Sempio legate al delitto di Garlasco.

Il delitto di Garlasco torna al centro dell’attività della Procura di Pavia, che sabato 26 settembre 2025 ha proseguito l’ultima fase delle indagini bis a carico di Andrea Sempio con l’audizione del generale Luciano Garofano, ex comandante del Ris di Parma, ascoltato come testimone insieme ad altri ufficiali che nel 2007 parteciparono materialmente ai rilievi tecnici compiuti sulla scena dell’omicidio di Chiara Poggi. L’atto si inserisce in una fase che gli inquirenti definiscono di accelerazione finale, con l’obiettivo dichiarato di chiudere il fascicolo dopo una lunga stagione di riesami tecnico-scientifici.

La convocazione del generale Garofano non è un dettaglio secondario: l’ufficiale, all’epoca a capo del Reparto investigazioni scientifiche dell’Arma, coordinò le operazioni sul luogo del delitto nei giorni immediatamente successivi al ritrovamento del corpo di Chiara Poggi, avvenuto nell’abitazione di Garlasco nel 2007. Le sue testimonianze, insieme a quelle degli altri militari che parteciparono ai sopralluoghi, servono oggi a ricostruire con precisione le modalità con cui vennero raccolti reperti, tracce biologiche e impronte, elementi che a distanza di anni sono tornati sotto la lente di nuove consulenze tecniche disposte dalla Procura.

Le nuove consulenze su DNA e impronte al centro del delitto di Garlasco

Il cuore dell’inchiesta bis riguarda proprio la rilettura del materiale probatorio raccolto quasi due decenni fa. Nelle ultime settimane la Procura di Pavia ha già ricevuto tre perizie chiave: il riesame del DNA repertato sotto le unghie di Chiara Poggi, un’analisi antropometrica e una perizia supplementare sull’impronta di una calzatura a pallini rilevata sul pavimento della scena del delitto, elementi che all’epoca non trovarono una collocazione definitiva nell’impianto accusatorio. L’obiettivo dichiarato è verificare se le tecniche investigative disponibili oggi possano fornire risposte che nel 2007 non erano tecnicamente raggiungibili, e se questi elementi possano essere ricondotti a soggetti diversi da quelli già coinvolti nelle precedenti fasi processuali.

Resta ancora da depositare la quarta e ultima consulenza tecnica, quella psichiatrica, incaricata di valutare eventuali disturbi, la pericolosità sociale e la capacità di intendere e volere dell’indagato al momento del delitto. Su questo punto la Procura non ha ancora reso pubbliche conclusioni, trattandosi di un accertamento ancora in corso che si intreccia con il resto del materiale raccolto.

Il ruolo di Andrea Sempio e la fase attuale del procedimento

Al centro dell’inchiesta bis resta Andrea Sempio, i cui legami con il caso sono oggetto della riapertura degli accertamenti. La convocazione degli ufficiali del Ris e del generale Garofano si colloca proprio nella fase in cui la Procura di Pavia sta mettendo a punto gli ultimi tasselli prima di una possibile chiusura delle indagini. Non è stata resa nota, allo stato, una data precisa per la conclusione formale del procedimento, né sono stati anticipati eventuali sviluppi sulle richieste che potrebbero seguire.

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Va sottolineato che quanto riguarda Andrea Sempio nell’ambito di questa fase resta un accertamento in corso: nessuna misura definitiva è stata annunciata dagli inquirenti, e le audizioni disposte in questi giorni rientrano nell’attività ordinaria di raccolta di elementi utili alla valutazione complessiva del fascicolo.

Perché il caso di Garlasco continua a mobilitare la giustizia

Il caso, che riguarda l’omicidio di Chiara Poggi consumato a Garlasco nel 2007, ha attraversato negli anni diverse fasi giudiziarie e resta uno dei procedimenti più seguiti dall’opinione pubblica italiana. La decisione di riascoltare oggi, quasi due decenni dopo i fatti, chi materialmente operò sulla scena del crimine testimonia quanto la Procura di Pavia ritenga necessario un controllo incrociato tra le testimonianze dell’epoca e i risultati delle nuove consulenze tecniche disposte in questa fase.

L’attività di riesame della documentazione raccolta nel 2007, unita alle nuove analisi su DNA e impronte, rappresenta il fulcro di questa fase istruttoria. Per chi segue le dinamiche giudiziarie italiane, l’approfondimento su temi legati alla cronaca giudiziaria nazionale resta un ambito di costante attualità, così come l’evoluzione delle tecniche investigative applicate a casi risalenti nel tempo, un tema che rientra anche nell’analisi più ampia dell’attualità italiana.

Al momento non sono stati resi noti dettagli ulteriori sui contenuti specifici delle deposizioni raccolte, né sulle tempistiche esatte con cui la Procura intende formalizzare le conclusioni dell’inchiesta bis. Resta da capire se le nuove consulenze tecniche porteranno a un mutamento del quadro probatorio o se confermeranno l’impianto già emerso nelle fasi precedenti del procedimento legato al delitto di Garlasco.

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