Sinner rinuncia a Pechino
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Sinner rinuncia a Pechino

Jannik Sinner non sarà al via dell’Atp 500 di Pechino, in programma dal 30 settembre. Il numero uno del mondo, fermo dai tempi di Wimbledon, ha comunicato la sua assenza attraverso un video sui social, spiegando che il ginocchio destro non è ancora nelle condizioni per sostenere un torneo.

Le parole di Sinner

L’altoatesino non ha nascosto il dispiacere per una decisione che arriva dopo settimane di attesa da parte dei tifosi cinesi, che lo scorso anno lo avevano visto trionfare. Ha ammesso di sentire la mancanza del campo e dei tornei, promettendo però di tornare a difendere il titolo nell’edizione del prossimo anno. Un messaggio diretto e sincero, che conferma quanto tenga a rassicurare il suo pubblico anche nei momenti difficili.

Un problema che si trascina da tempo

Il fastidio al ginocchio, un’infiammazione tendinea extra articolare, è stato trattato nelle ultime settimane anche al J Medical di Torino. Nonostante la ripresa graduale degli allenamenti, prima con la racchetta e poi in campo, la situazione non si può ancora considerare risolta. La scelta di rinunciare a Pechino sembra quindi guidata da un approccio prudente, volto a evitare ricadute che potrebbero compromettere il resto della stagione.

La classifica si fa più incerta

Con questo forfait, dopo quelli di Montreal, Cincinnati e degli Us Open, Sinner perde altri punti preziosi e vede Alexander Zverev avvicinarsi pericolosamente al primo posto. Il tedesco, avvantaggiato anche dalle assenze di Carlos Alcaraz, insegue ormai a distanza ravvicinata. Il finale di stagione, tra Vienna, il Masters 1000 di Parigi e le Atp Finals, potrebbe diventare decisivo per stabilire chi chiuderà l’anno da numero uno.

Milano nel frattempo lo aspetta

In attesa del rientro in campo, Sinner si è concesso una parentesi diversa, quella della fashion week milanese. Ospite allo show di Gucci insieme alla fidanzata Laila Hasanovic, protagonista in passerella, il tennista ha condiviso con lei un momento lontano dai riflettori sportivi. Un’occasione che racconta anche il lato più privato di un campione abituato a vivere sotto pressione costante.

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Personalmente credo che questa pausa, per quanto dolorosa dal punto di vista sportivo, sia la scelta più saggia. Meglio rinunciare a un torneo che rischiare di compromettere anni di carriera per un infortunio curato con troppa fretta.

Foto: Foto propria

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