La Nazionale di Calcio Forense
Alla scoperta della Nazionale di Calcio Forense
Calcio 5 min di lettura

ESCLUSIVA – C’è un’Italia oltre quella di Mancini: giocherà il Mondiale in Catalogna!

Lo sapevate che anche gli avvocati hanno una loro squadra di calcio nazionale? In molti probabilmente non ne avranno mai sentito parlare, ma la Nazionale di Calcio Forense esiste ed è anche un motivo di grande orgoglio e curiosità per il nostro Paese. In un momento molto complicato per la squadra di calcio ufficiale allenata da Roberto Mancini, c’è anche un’altra squadra tricolore che scenderà in campo in questi giorni: precisamente a Salou, in Catalogna, per i Mondiali!

La Nazionale di Calcio Forense alla conquista del Mondo!

L’Italia è un Paese che trasuda calcio: non è solo uno sport, ma un motivo di aggregazione, di passione e di stimoli a 360°. E non importa quale sia la professione svolta: chiunque può entrare in un campo per dare dei calci a un pallone con l’obiettivo di divertirsi! Anche un lavoro come quello dell’avvocato può creare grandi stimoli sul terreno di gioco, come ci ha raccontato Gianluca Alaia, fondatore della Nazionale di Calcio Forense, che abbiamo avuto il piacere di intervistare.

La storia degli avvocati azzurri è molto recente, risalente a circa due anni fa: una vita molto breve, ma frutto di un progetto serissimo! Nello specifico, l’Italia è rappresentata da due selezioni: la categoria Classic, sciolta da vincoli anagrafici sotto la saggia guida di mister Gennaro Russolillo, e la categoria Master, con giocatori over 40. Quest’ultima, affidata al direttore Brancati e allenata da mister Mariconda, è impegnata da oggi, 27 settembre, al 2 ottobre in Spagna – precisamente a Salou – per il Mondiale di categoria.

Seconda partecipazione per gli Azzurri, che l’anno scorso sono arrivati secondi dietro l’Ungheria. E, quest’anno, l’obiettivo pare ben chiaro, come svelatoci dall’avvocato Alaia:

“Oggi noi partiamo con quella che è l’aspirazione di migliorare quella che è la posizione dell’anno scorso. Io da buon napoletano sono scaramantico non ti vengo a dire qual è il nostro obiettivo (il primo posto, ndr). Vabbè, da rigor di logica: quello di migliorare la seconda posizione. Quest’anno abbiamo fatto qualcosa di veramente incredibile perché, siccome credo molto nel nostro percorso, ci hanno aiutato tantissime persone”.

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Uno sport in ampia crescita

Doveroso sottolineare, tuttavia, che tutto esiste grazie alla grande passione per il calcio: un motore capace di stimolare chiunque. Ecco che, dunque, con grande orgoglio da parte di Gianluca Alaia, il movimento si sta affermando a livello nazionale e internazionale. In particolare, è importante ribadire che tutto è (quasi) totalmente auto-finanziato, salvo l’aiuto economico degli sponsor, che hanno individuato una grande opportunità nel movimento.

“Piano Piano, ci tengo a sottolineare che oggi qualcosina siamo riusciti a prenderla dagli sponsor ma oggi ancora ci autofinanziamo. Le piccole spese, però, le riesco a coprire”.

E, sulla crescita del movimento nel panorama internazionale:

“I risultati sono fondamentali: non solo gli interventi attraverso quelli che sono le amichevoli di beneficenza, ma anche la partecipazione a tornei internazionali che diano lustro alla nostra categoria, soprattutto a livello nazionale. Sono stato di esempio al Portogallo e alla Spagna, che stanno creando anche loro delle squadre nazionali. Questo mi inorgoglisce tantissimo perché nessuno ad oggi ci aveva mai pensato oggi anche a livello internazionale. Quest’anno il Portogallo in prima persona parteciperà con la squadra nazionale alla categoria Master. Possiamo essere d’esempio, possiamo essere un un leitmotiv importante”.

Alla ricerca del riconoscimento!

Prima di compiere passi più lunghi della gamba, però, è necessario che si passi per riconoscimenti importanti, a partire dal CNF, il Consiglio Nazionale Forense. Anche perché, i risultati sono chiari ed evidenti agli occhi di tutti. D’altronde, come svelatoci da Gianluca Alaia, ci sono retroscena davvero notevoli su complimenti importanti da figure del calcio come Antognoni, Hamsik o Giulia Dragoni.

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Ecco l’appello di Alaia:

“Innanzitutto c’è da superare uno scoglio importante: l’invidia di colleghi che giocano a calcio. Per poi riuscire ad arrivare a quello che può essere la la possibilità di essere rappresentati in primis dal Consiglio Nazionale Forense. Oggi, parliamoci chiaramente, non siamo rappresentati dal CNF pur essendo una realtà che sta diventando importante a livello anche mediatico. E come migliorare questo impatto mediatico? Attraverso i risultati”.

E il movimento è in rapida espansione, come dimostrato da incontri di enorme prestigio:

“Abbiamo incontrato personalità importanti del mondo del calcio: da Marek Hamsik in occasione di un match benefico a Bratislava, ad Antognoni e Giulia Dragoni, che in occasione di un torneo vinto a Coverciano, mi hanno detto: <<Gianluca, secondo me voi non siete avvocati>>, ed effettivamente in rosa ci sono avvocati con un passato nel mondo del calcio”.

Marek Hamsik, ex centrocampista, con i giocatori della Nazionale di Calcio Forense

Una professione cruciale per lo sport

Insomma, la Nazionale di Calcio Forense testimonia che lo sport può filtrare in qualsiasi ambiente della società dei nostri giorni. Ma, in particolare, il mondo degli avvocati risulta essere una sfera cruciale per il mondo dello sport: avvocati sportivi, procuratori, ecc… sono tutte figure cruciali per la corretta applicazione dei regolamenti sempre più sofisticati.

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“Io credo che oggi oggi la nostra professione sia il fulcro centrale di quella che è l’attività sportiva in generale, perché probabilmente anche con le nostre conoscenze possiamo essere bravi a fare in modo tale che ci sia una maggiore aggregazione sociale, grande problema dei giovani. Infatti, è venuto a mancare quello che è il collante: i giovani di oggi sono legati molto ai social, a una forma di amicizia quasi quasi finta. Noi dobbiamo cercar di far capire, con questa forma di aggregazione legata anche alla alla nostra professione e che magari ci dà quel quid in più rispetto a qualcun altro (senza nulla togliere a nessuno), di fare in modo tale che i giovani possano prendere esempio. Bisogna far capire ai giovani di oggi che un professionista come come quello che è l’avvocato può continuare a svolgere la sua passione anche attraverso il calcio, soprattutto attraverso lo sport che può essere uno stimolo in più e fonte di aggregazione con gli altri”.

Ringraziamo enormemente Gianluca Alaia per l’intervista concessa e ci congratuliamo per la grande crescita del movimento. Un grande in bocca al lupo a Salou!

Foto: Foto propria

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