San Francesco d’Assisi, un documentario per raccontare il mistero della sua attualità
È andato in onda domenica 27 settembre 2026 lo speciale del Tg1 dedicato a San Francesco d’Assisi, dal titolo “Francesco il mite ribelle”. Il documentario, realizzato da Alessandro Gaeta, affronta una domanda che continua a interrogare studiosi, credenti e semplici curiosi: perché, a ottocento anni dalla morte, la figura del Santo di Assisi mantiene una capacità di attrazione che attraversa confini religiosi e culturali, toccando tanto chi professa una fede quanto chi si accosta alla sua storia da una prospettiva laica.
Il lavoro televisivo ricostruisce l’esistenza e il pensiero di Francesco partendo dai suoi stessi scritti e dalle fonti francescane, i testi che nei secoli hanno tramandato episodi, parole e testimonianze legate al fondatore dell’ordine. Non si tratta di una semplice biografia narrata, ma di un percorso che intreccia documenti originali con le voci di chi, ancora oggi, custodisce e interpreta quell’eredità.
Un viaggio nei luoghi simbolo del Santo di Assisi
Il racconto proposto dal documentario si sviluppa attraverso le tappe geografiche che hanno segnato l’esperienza spirituale e umana di Francesco. Si parte dalla Basilica di Assisi, cuore architettonico e simbolico della memoria francescana, per poi arrivare alla Porziuncola, il piccolo luogo di culto legato agli inizi del movimento francescano, e a San Damiano, la chiesa che la tradizione associa a uno dei momenti fondativi della vocazione del Santo.
Il percorso prosegue verso il santuario di Greccio, storicamente collegato alla rappresentazione del presepe, e verso La Verna, il luogo che le fonti francescane indicano come teatro di uno degli episodi più noti legati alla vita di Francesco. Ognuno di questi siti viene utilizzato dal documentario come tassello di un mosaico più ampio, capace di restituire non solo la cronologia dei fatti ma anche il significato spirituale che quei luoghi hanno assunto nel tempo per le comunità che li frequentano.
Documenti originali e testimonianze per una ricostruzione storica
La scelta editoriale dello speciale del Tg1 punta sull’uso di documenti originali affiancati da testimonianze dirette, un metodo che permette di distinguere con chiarezza ciò che appartiene alla tradizione storiografica consolidata da eventuali letture interpretative. Questo approccio consente allo spettatore di seguire un filo che va dagli scritti autografi e dalle fonti coeve fino alle voci contemporanee di chi si occupa di studio, tutela e trasmissione della memoria francescana.
Va sottolineato che il documentario si colloca in un genere già presente nella programmazione Rai, quello degli speciali di approfondimento storico-culturale, pensati per offrire al pubblico televisivo una lettura più articolata rispetto al racconto giornalistico quotidiano. In questo caso specifico, l’anniversario degli ottocento anni dalla morte di Francesco d’Assisi ha rappresentato l’occasione editoriale per costruire un prodotto che unisce rigore documentale e narrazione per immagini.
Perché la figura di Francesco resta un tema di attualità
La domanda posta all’inizio del documentario, ovvero cosa renda ancora oggi rilevante la vicenda di un frate vissuto otto secoli fa, resta aperta a diverse chiavi di lettura. Da un lato vi è la dimensione religiosa e spirituale, legata al messaggio di povertà, semplicità e relazione con il creato che le fonti francescane attribuiscono a Francesco. Dall’altro vi è una dimensione più ampia, che riguarda il modo in cui una figura storica può diventare punto di riferimento culturale anche per chi non condivide un percorso di fede, semplicemente per la radicalità delle scelte compiute e per la loro capacità di interrogare le priorità della vita contemporanea.
Il documentario non si limita a proporre una lettura devozionale, ma prova a restituire la complessità di un personaggio storico attraverso strumenti propri della ricerca documentaria, lasciando allo spettatore lo spazio per elaborare una propria interpretazione. Per chi segue con attenzione la cronaca degli anniversari religiosi e degli approfondimenti culturali proposti dalla televisione pubblica, lo speciale rappresenta un ulteriore tassello nel modo in cui la Rai affronta ricorrenze di rilevanza storica e spirituale, offrendo un prodotto che unisce narrazione documentaristica e valorizzazione dei luoghi. Resta inteso che la valutazione della qualità e dell’impatto culturale di questi prodotti televisivi appartiene al giudizio del pubblico e della critica specializzata, elementi che esulano dal perimetro dei fatti riportati in questa sede.
Rimani aggiornato
Iscriviti alla newsletter di DIA Journal e ricevi ogni settimana i migliori articoli direttamente nella tua casella di posta.
I tuoi dati sono al sicuro. Niente spam, solo contenuti di qualità. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.









