Franco Baresi non si tocca: lo sfregio al murale
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Franco Baresi non si tocca: lo sfregio al murale

Uno sfregio che non rappresenta nessuno

Un gesto vile, di quelli che non rappresentano nessuno. Il murale dedicato a Franco Baresi si trova in piazza Gino Valle, sotto Casa Milan, a Milano, ed è stato imbrattato con lo spray. L’immagine ha iniziato a circolare sui social nella serata di domenica, a meno di due mesi dalla scomparsa del capitano rossonero, morto il 31 luglio a 66 anni.

Cosa è stato colpito

La vernice rossa ha coperto il volto di Baresi e ha rovinato lo sponsor sulla maglia, oltre alla scritta “You’ll never walk alone” e alla firma dell’autore. Il murale era diventato un punto di ritrovo per i tifosi che volevano rendere omaggio al loro capitano. Il Milan si è già attivato e le telecamere della zona potrebbero aiutare a risalire ai responsabili.

Le parole di Walter Zenga

Tra le reazioni più sentite c’è quella di Walter Zenga, per anni avversario di Baresi sul campo e compagno in Nazionale. Parole nette: «Franco Baresi è stato un avversario, un compagno in Nazionale, un capitano e soprattutto un uomo che ha dato dignità al calcio italiano. Imbrattare la sua immagine non offende soltanto il Milan o i suoi tifosi. Offende la storia del nostro calcio e tutti quelli che sanno ancora cosa significhi la parola rispetto».

L’ex portiere nerazzurro prosegue: «Chi ha fatto questo non rappresenta nessuna tifoseria. Rappresenta soltanto se stesso e la propria miseria. Le maglie dividono. Il rispetto deve unirci. Sempre. Franco non si tocca».

Una grandezza che nessuna vernice può scalfire

Ha ragione Zenga, perché la grandezza di Baresi appartiene a tutto il calcio italiano. Una carriera intera con la maglia del Milan, la fascia di capitano, le vittorie in Italia e in Europa, la finale mondiale del 1994 giocata da leader: nessuna vernice potrà scalfire tutto questo.

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Il precedente di Maldini a San Siro

Non è la prima volta che un gesto isolato prova a sporcare un simbolo. Chi ricorda l’addio al calcio giocato di Paolo Maldini a San Siro non ha dimenticato i fischi di un manipolo di tifosi della Curva Sud verso un capitano che aveva dato tutto per la sua squadra. Un’amarezza che restò per anni, e che ancora oggi fa arrossire chi ama davvero il Milan.

La dignità non si cancella

In entrambi i casi, a colpire non è la forza di chi sbaglia, ma la sua pochezza. Pochi idioti non possono cancellare decenni di storia, e campioni come Baresi e Maldini restano tali, al di sopra di ogni offesa.Il murale si può ripulire, la memoria di Franco no, perché non si è mai sporcata.

Foto: Foto propria

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