
Dal 20 al 26 settembre il Tabacchificio Centola si è trasformato nel cuore pulsante della quarta edizione di Pikentia Festival, la rassegna che ha portato nell’Agro picentino grandi nomi della letteratura, della filosofia e della musica. Un progetto ambizioso, capace di intrecciare parole, note e memoria in un unico grande racconto collettivo.

Una settimana di incontri con la grande editoria
Il programma libri si è aperto il 20 settembre con Goffredo Buccini e il suo “Tyrannis”, un viaggio dentro la crisi delle democrazie contemporanee, in dialogo con Carmine Pinto. Sono seguite giornate intense: Serena Bortone ha presentato “Le dirimpettaie”, Ilaria Gaspari ha dialogato con Gennaro Carillo sulle passioni dell’anima, Lucrezia Ercoli ha raccontato la filosofia di Mina in una lezione spettacolo che ha ricostruito un pezzo di storia del costume italiano.
Non è mancata la riflessione civile e politica. Antonio Polito ha discusso della Costituzione e del suo uso pubblico, mentre Tino Iannuzzi, insieme ad Alberto Losacco, ha ripercorso l’eredità di Aldo Moro in un incontro moderato da Concita De Luca. Ogni presentazione si è arricchita di reading a cura di Mascheranova, capaci di dare voce e corpo alle pagine appena raccontate.
La musica ha acceso le serate
Il festival ha regalato anche un cartellone musicale di grande respiro. Il Naydenova Deidda Quintet ha aperto le danze con un concerto tra classica, tango e jazz. Sono seguiti le chitarre soul e rhythm and blues di Giuseppe Di Muro, il sound intenso di Massimiliano D’Alessandro e la voce di Roberto Colella, che ha portato sul palco il suo nuovo album.
Il momento più atteso è stato probabilmente “Passione Live”, una serata dedicata alla canzone classica e moderna napoletana con un cast straordinario: Maldestro, Dario Sansone, Francesco Di Bella, Raiz, Enzo Gragnaniello e tanti altri interpreti che hanno raccontato la Campania attraverso la musica.
Danza, memoria e territorio
La chiusura del 26 settembre è stata affidata alla danza, con “For You!” dedicato a Lindsay Kemp e interpretato da Daniela Maccari, e le coreografie di Claudio Malangone con Borderlinedanza. Accanto agli spettacoli, la mostra “L’Oltre. Danza, digitale e memoria nei luoghi di passaggio” ha dialogato con il Museo Archeologico Nazionale degli Etruschi di frontiera, restituendo un ponte suggestivo tra antico e contemporaneo.
Spazio anche ai più piccoli e al territorio
Pikentia non ha dimenticato le nuove generazioni. Il laboratorio Pikentia Loop ha trasformato il Community Hub in una vera officina musicale per ragazzi, mentre “Conchiglia in Tana” ha invitato i bambini a costruire piccole tane creative. A completare l’esperienza, Pikentia Food ha portato in festival i sapori autentici del territorio, grazie alla collaborazione con realtà come la Cooperativa Sociale Stalker.
Un festival che è cresciuto ancora una volta
Come hanno sottolineato l’assessora alla Cultura Roberta D’Amico e il sindaco Giuseppe Lanzara, Pikentia si è confermato un progetto capace di unire istituzioni, artisti e comunità in un unico grande disegno culturale. Una settimana che ha restituito a Pontecagnano Faiano il ruolo di crocevia di idee, storie e linguaggi, tra i grandi dibattiti nazionali e la voce autentica del territorio.
Una giuria giovane e internazionale
La novità più bella è stata la Giuria Giovani Internazionale, composta da 25 ragazze e ragazzi arrivati da tutta Italia e da sei Paesi europei, che hanno vissuto il festival da protagonisti confrontandosi sui linguaggi del cinema. Ha contribuito al successo anche Picentia Books, la rassegna letteraria collaterale diretta da Donato D’Aiuto e Vincenzo Cennamo, che ha unito letteratura, territorio e audiovisivo.
I vincitori tra le 29 opere finaliste
“Ash Valley: Janyl” ha vinto come Miglior Film e ha conquistato anche il Premio della Giuria Giovani Internazionale, firmando una doppietta. Gli altri riconoscimenti sono andati a “Una memoria” per Southern Frames, “Joy Jelly” per First Lights, “Everyday in Gaza” per Discovery, “Corsa abusiva” per Over Time e “Il Pesciolino Rosso” per Green. Il Premio della Giuria Stampa è stato assegnato a “Via Bellezza 11”.
Le parole del direttore artistico
Il direttore artistico Luca Capacchione ha parlato di un coronamento straordinario, con una piazza traboccante di passione e centomila persone collegate ogni sera. Per lui l’immagine più bella del decennale sono i giovani della giuria, la prova che il festival è una casa comune senza confini. Ha ringraziato D’Aiuto e Cennamo per il percorso di Picentia Books e ha definito il decennale non un traguardo, ma un trampolino verso un futuro ancora più grande.
Il decennale del Picentia Short Film Festival
L’edizione del decennale è stata definita all’unanimità la migliore di sempre, con oltre 100.000 spettatori a sera collegati in diretta streaming e migliaia di presenze fisiche tra piazze e sale.
Sul palco sono saliti più di venti talent. Mattia Zenzola, trascinante mattatore, ha ricevuto la Spiga d’Argento, Nathaly Caldonazzo è stata una madrina elegante e carismatica, Fortunato Cerlino, insignito del Picentia Award, ha incantato la piazza dialogando apertamente con la cittadinanza. Tra i volti amati che hanno animato le serate anche Salvatore Misticone, Carlo Caracciolo, Rita Rusciano, Gianluca Spagnoli e Francesco Nicodemo.

Foto: Foto propria
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