Sei lungometraggi e sei cortometraggi, con otto anteprime, interrogano i diritti negati e i territori rimossi nella 24ª edizione dell’Ischia Film Festival. La nuova edizione della manifestazione cinematografica si terrà quest’anno nella splendida cornice dell’isola dal 27 giugno al 4 luglio 2026.
Il cinema per dare voce a luoghi “fantasmi”
“Il cinema vive di luoghi, ma sa anche dare voce a quelli che nessuno guarda – osserva Michelangelo Messina, direttore artistico del festival. “Location Negata” non è un’appendice della rassegna: è il punto in cui il festival si fa più scomodo e necessario, perché punta la macchina da presa là dove la cronaca si volta dall’altra parte. Sono spazi sottratti, contesi, dimenticati, eppure è in essi che si decide cosa significhi oggi avere o non avere un posto nel mondo”.
Le sparizioni nei cortometraggi
I sei cortometraggi di quest’anno hanno in comune una forma di sparizione: di una persona, di un’identità, di un diritto a esistere. In The Spectacle di Bálint Kenyeres, dopo il passaggio al Festival di Cannes, tra Francia e Ungheria un bambino rom vola verso la luce. In anteprima assoluta, Il Digiunatore di Luigi Timpano e Federico Brullo insegue, in una città sacra e indifferente, la leggenda di un uomo che ha scelto di smettere di mangiare. L’anteprima europea Chro dell’iraniano Hamed Bahrami fa sbocciare, tra le tombe di un cimitero, una tenerezza inattesa tra due persone in lutto.
Assenza, smarrimento e riscatto sociale
Il resto della selezione attraversa altre forme di assenza e smarrimento attraverso storie intense provenienti da ogni parte del mondo attuale. In anteprima campana, The Drowned di Alessandro Reato e Davide Negri mostra una fotografa senza volto che attraversa Hong Kong cercando qualcuno svanito tra milioni di sconosciuti, lasciando per strada immagini da cui le figure umane sono state ritagliate via. La stessa fame di riconoscimento muove l’anteprima campana Clout del britannico Jordan Murphy Doidge, dove un dodicenne ossessionato dai social trasforma il tragico ritrovamento di un cadavere in una diretta video online che gli sfugge di mano. In Sunday di Giulio Tonincelli, in un villaggio del nord Uganda dove la disabilità è marchio e condanna, incontriamo una giovane e coraggiosa protagonista: una ragazzina di quattordici anni che risponde al peso degli sguardi nell’unico modo che le appartiene veramente, danzando con tutta la sua forza.
L’impegno civile nei lungometraggi
Lo stesso sguardo civile attraversa i sei lungometraggi, che intrecciano denuncia e ricerca formale per raccontare chi resiste ai margini della Storia. In anteprima internazionale, Parallel City della romena Ana Mărgineanu mostra a Timișoara una donna in frantumi che accudisce tre bambini afghani. Mentre, in anteprima italiana sarà invece possibile guardare Mundurukuyü – The Forest of the Fish Women, firmato dalle registe Aldira Akay, Beka Munduruku e Rilcélia Akay, ambientato sulle rive del Tapajós, dove la mitologia Munduruku fa della foresta una famiglia da difendere. Ancora, in anteprima campana, The Mission del collettivo palestinese Gaza Collective segue un chirurgo che torna a operare sotto le bombe e la sua équipe che filma l’indicibile delle sale operatorie.
Ferite del presente e geografie della resistenza
A rappresentare l’Italia è Dom di Massimiliano Battistella: la storia di Mirela, bosniaca arrivata in Italia da bambina durante l’assedio di Sarajevo, che trent’anni dopo torna a cercare le compagne, la madre e una patria perduta. A spingersi dentro altre ferite aperte del presente è l’anteprima campana Les recommencements / New Beginnings di Isabelle Ingold e Vivianne Perelmuter. Il diritto di restare è invece al centro di Nel buio dell’acqua / In the Darkness of Water dello spagnolo David Rodríguez de la Morena: Mauro Morandi, ottant’anni, di cui trenta passati a custodire un’isola, scopre che affronterà presto un definitivo provvedimento di sfratto.
Luoghi distanti per latitudine ma vicinissimi per ciò che mettono in gioco, questi dodici film disegnano una geografia di chi rischia di sparire dalle carte e pretende, invece, di restarci. Non un catalogo di emergenze, ma il ritratto testardo di un’umanità che si rifiuta di essere cancellata.
I sostenitori della ventiquattresima edizione
L’Ischia Film Festival riceve il sostegno di: MiC Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e audiovisivo, Regione Campania – Film Commission Regione Campania. La rassegna gode anche del supporto di BONACINA, BPER Banca e del patrocinio dei comuni di Ischia e Forio.
Per info
www.instagram.com/ischiafilmfestival/
www.facebook.com/IschiaFilmFestival
www.tiktok.com/@ischiafilmfestival
di Annarita Esposito
Foto: Immagine generata con AI
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