Furto al MuMe di Messina (Generata con AI (GPT IMAGE 1))
Cultura 3 min di lettura

Furto al MuMe di Messina

Rrubati i capolavori di Antonello, due tavole ritrovate

Un dolore che brucia come poche notizie di cronaca culturale riesce a fare, questo ho provato leggendo del furto compiuto nella serata di Ferragosto al Museo Regionale Interdisciplinare di Messina. Mentre la città era raccolta intorno alla Vara dell’Assunta, ignoti si sono introdotti nelle sale espositive eludendo i sistemi di allarme e sottraendo quattro opere attribuite ad Antonello da Messina, il pittore che quella città ha dato al mondo e che quella città, fino a ieri sera, custodiva con orgoglio come propria unica testimonianza rimasta in patria.

Il furto dal Polittico di San Gregorio

I ladri hanno portato via tre delle cinque tavole superstiti del Polittico di San Gregorio, firmato e datato 1473, l’opera che Antonello realizzò per il monastero annesso alla chiesa di Santa Maria extra moenia su commissione della badessa Fabria Cirino. Il polittico, composto originariamente da sei tavole riunite in una cornice lignea poi perduta, era già arrivato fino a noi mutilato di un pannello, disperso probabilmente nel Cinquecento, e sopravvissuto a un restauro ottocentesco condotto con sostanze abrasive e al terremoto del 1908, quando l’edificio che lo ospitava crollò lasciando le tavole esposte alle intemperie per giorni. Sottrarre altre tre tavole a un’opera già così duramente provata significa infliggere una ferita che rischia di essere irreparabile alla possibilità stessa di leggerla nella sua interezza.

La tavoletta bifronte strappata alla teca blindata

Accanto alle tavole del polittico i ladri hanno rubato anche la tavoletta bifronte, un dipinto di piccole dimensioni destinato alla devozione privata, con la Madonna col Bambino e un francescano orante da un lato e il Cristo in pietà dall’altro.

Quest’opera, riconosciuta come autentica di Antonello soltanto nel 2003 e acquistata da Christie’s a Londra per la Regione Siciliana, è stata estratta direttamente dalla teca blindata che la proteggeva, segno che chi ha agito conosceva bene gli spazi e i punti deboli della sicurezza museale.

La speranza: due tavole ritrovate abbandonate

In questa vicenda che definire sconvolgente è dire poco, un barlume di sollievo è arrivato dal ritrovamento di due delle tavole trafugate, abbandonate dai ladri su un muretto esterno lungo viale della Libertà e recuperate grazie alla segnalazione di alcuni passanti attenti. Restano da ricostruire la sorte delle altre opere sottratte, inclusa la preziosa tavoletta bifronte, ma quel primo recupero dimostra che la comunità messinese non è rimasta a guardare e che la vigilanza dei cittadini può fare la differenza quanto quella delle istituzioni.

SponsorizzatoBraiShop 2

Un patrimonio che appartiene a tutti

Provo indignazione profonda pensando che opere sopravvissute a secoli di distruzioni, restauri sciagurati e catastrofi naturali possano essere messe a rischio in una sera da chi agisce con freddo calcolo per un guadagno criminale. Il Polittico di San Gregorio non è un bene qualunque, è l’unica presenza di Antonello rimasta nella sua città natale, un filo diretto con la storia religiosa e artistica della Messina del Quattrocento che nessuno aveva il diritto di spezzare. Mi auguro con tutto il cuore che le indagini della Polizia e della Scientifica portino presto al recupero integrale delle opere ancora mancanti, restituendo a Messina e all’Italia intera un patrimonio che appartiene alla memoria collettiva molto più che a qualsiasi singola sala di museo.

Foto: Foto propria

Condividi: