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Visionnaire Festival continua a incantare Baronissi

Continua spedita la sesta edizione di Visionnaire Festival, la rassegna di cinema documentario e teatro che sta animando la vita culturale della città di Baronissi. Grazie alla sapiente direzione artistica di Andrea Avagliano, ogni appuntamento si trasforma in un quadro d’autore pennellato con maestria. Si intrecciano, così, relazioni, competenze ed esperienze di altissimo livello. Un percorso ricco e articolato che si avvia verso la conclusione, prevista per la prossima settimana, e che finora ha registrato un grande seguito di pubblico.

Il bilancio della rassegna: dai grandi maestri ai temi internazionali

Ripercorrendo le tappe di questa edizione, il festival si è aperto in grande stile sabato 22 agosto con Pappi Corsicato. Per l’occasione, Corsicato ha presentato il suo primo romanzo, “Vipere”, affiancato in un vivace dialogo da Alessandro Rossellini e Mariangela Palmieri.

Il secondo incontro ha visto protagonista la grande attualità internazionale e l’impegno civile con la presenza del Premio Oscar Pavel Talankin. Quest’ultimo ha presentato il toccante documentario “Mr. Nobody against Putin”.

Per il terzo appuntamento, lo sguardo si è posato sul teatro con Raffaele Rago e il suo lavoro “La commedia non esiste. Salemme prova Eduardo”, moderato da Gino Aveta. A seguire, sono stati proiettati i cortometraggi realizzati durante la terza edizione della Sanza Summer School sotto la direzione dello stesso Rago, un’iniziativa svolta in proficua collaborazione con il DiSPac dell’Università degli Studi di Salerno.

L’omaggio a Roberto Rossellini: il racconto di una svolta umana e artistica

Nella serata di ieri, sabato 19 settembre, alle ore 20.30, il Museo FRaC di Baronissi ha ospitato il quarto attesissimo appuntamento della rassegna. Questo ha visto protagonista il maestro del Neorealismo, Roberto Rossellini.

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Cuore della serata è stata la proiezione di “Roberto Rossellini. Più di una vita”, opera firmata dai registi Ilaria De Laurentiis, Andrea Paolo Massara e Raffaele Brunetti. Il film esplora in profondità una fase cruciale e di profonda trasformazione nella parabola esistenziale e professionale del cineasta: nel 1956, all’età di cinquant’anni e nel mezzo di una complessa crisi personale, Rossellini intraprese un viaggio in India. Quell’esperienza lontana dai riflettori occidentali segnò la nascita di una nuova stagione artistica. Lo spinse a rifondare il proprio linguaggio cinematografico verso forme libere, moderne e di stampo quasi etno-documentaristico.

Al termine della proiezione, la complessa figura di Rossellini e le sfaccettature dell’opera sono state analizzate durante un dibattito condotto dal giornalista Gabriele Bojano. Ha dialogato con i co-registi Raffaele Brunetti e Ilaria De Laurentiis e con Alessandro Rossellini, regalando al pubblico un’intensa occasione di approfondimento critico e di memoria.

La visione dell’Amministrazione: Baronissi laboratorio di cultura

Esprimendo grande soddisfazione per la risposta partecipe della comunità, il Sindaco di Baronissi, Anna Petta, ha ribadito la centralità delle politiche culturali nel progetto di crescita della città. La prima cittadina ha evidenziato come Baronissi stia progressivamente consolidando la propria identità di vera e propria “città della cultura”. Questo obiettivo è stato testimoniato da una programmazione capace di far dialogare cinema, teatro, letteratura, memoria e formazione con ospiti di livello nazionale e internazionale.

In questa cornice, la sindaca ha definito Visionnaire un tassello fondamentale, capace di connettere il pubblico e le nuove generazioni con i linguaggi del presente. Particolare enfasi è stata posta sull’investimento strategico rivolto ai giovani: attraverso progetti come il Visionnaire Lab e l’uso dell’audiovisivo, l’amministrazione mira infatti a trasformare le nuove generazioni da semplici spettatori a protagonisti attivi nella produzione e valorizzazione del patrimonio. Per il Sindaco Petta, la cultura rappresenta una precisa scelta politica per rafforzare il senso di comunità, trovando nei luoghi simbolo della città — come la nuova Casa della Cultura e il Museo-FRaC — gli spazi ideali in cui la cultura possa essere quotidianamente vissuta, prodotta e condivisa.

L’incontro di ieri sera è stato la conferma di una rassegna che sa guardare lontano, trasformando ogni proiezione e ogni dibattito in un tassello prezioso per l’identità e la memoria della comunità.

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Francesca Della Mura

Foto: SVG fallback

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