Isola di San Giacomo, Venezia (Pmk58, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0)
Isola di San Giacomo, Venezia
Cultura 3 min di lettura

L’isola dell’arte: apre la Fondazione Sandretto a Venezia

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ha inaugurato una nuova sede sull'Isola di San Giacomo a Venezia, trasformando un luogo abbandonato in un polo internazionale per l'arte contemporanea.

Venezia si conferma ancora una volta la città ideale per ospitare arte e novità. Il 7 maggio 2026 la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ha inaugurato il suo nuovo polo culturale sull’Isola di San Giacomo in Paludo. Situata tra Murano e Burano, l’isola rinasce dopo decenni di abbandono e si trasforma in un centro internazionale dedicato all’arte contemporanea e alla sostenibilità.

Con l’apertura veneziana, la Fondazione amplia una rete culturale già conosciuta a livello nazionale e internazionale. Infatti, il nuovo polo si aggiunge alle sedi storiche di Guarene (nata nel 1995), Torino (inaugurata nel 2002) e Madrid (aperta nel 2017).

Un recupero storico e ambientale

Il progetto, voluto da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e Agostino Re Rebaudengo, rappresenta un modello innovativo di rigenerazione urbana. L’isola, che in passato ha ospitato un monastero e successivamente avamposti militari di epoca napoleonica, è rinata attraverso un intervento attento all’ecosistema lagunare. Oggi San Giacomo è un laboratorio a cielo aperto che funziona grazie a soluzioni energetiche ecosostenibili, puntando all’autosufficienza e al rispetto della biodiversità locale.

La proposta artistica

Un palinsesto espositivo di grande rilievo ha celebrato l’apertura della sede. Tra i protagonisti emerge Matt Copson con la personale “Fanfare/Lament“, curata da Hans Ulrich Obrist. All’interno delle antiche polveriere, oggi disinnescate e restituite alla cultura, trova spazio anche la mostra collettiva “Don’t have hope, be hope!“, che accoglie opere provenienti dalla Collezione Sandretto Re Rebaudengo.

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Il percorso espositivo si estende anche all’aperto con installazioni site-specific. Tra queste spiccano l’opera monumentale “Old Tree (Pink Seas)” di Pamela Rosenkranz e il tempio inclinato di Hugh Hayden. Questi interventi artistici dialogano costantemente con la memoria storica dell’isola, come dimostra anche il nucleo “Grotowski’s Trees“, dedicato al celebre regista Jerzy Grotowski che lavorò qui negli anni Settanta.

Come approdare sull’isola

L’apertura di San Giacomo sarà graduale e seguirà i tempi della ricerca artistica. Il pubblico potrà accedere all’isola durante le inaugurazioni delle mostre, in concomitanza con le Biennali di Venezia e tramite visite guidate su prenotazione. Per agevolare i visitatori, la Fondazione ha siglato una convenzione con il Comune di Venezia che prevede una fermata apposita per l’isola.

Con questa nuova sede, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo conferma la sua missione di sostegno alla creatività e all’arte. San Giacomo, grazie alla Fondazione, assume un forte valore: non è più solo un frammento dimenticato della laguna, ma un luogo di incontro dove l’arte diventa strumento per riflettere sul futuro.

Annarita Esposito

Foto: Wikimedia Commons / Pmk58

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