Il Miracolo di San Gennaro (Jebulon, Wikimedia Commons, CC0)
Campania 3 min di lettura

Il Miracolo di San Gennaro

SABATO 19 SETTEMBRE DALLE ORE 8.40 IN DIRETTA SU CANALE 21

Si rinnova il patto d’amore tra Napoli ed il Patrono San Gennaro. Sabato 19 Settembre, festa liturgica del Vescovo Martire, è il giorno del Miracolo di San Gennaro. Canale 21, come da tradizione, trasmetterà in diretta dalla Cattedrale di Napoli l’intero rito a partire dalle ore 8.40. I telespettatori potranno partecipare alle litanie del Santo, ascoltare la descrizione del Martirio e condividere la preghiera per invocare la prodigiosa liquefazione del Sangue.

Il programma del rito e la solenne celebrazione

Alle ore 10.00 le ampolle con il Sangue di San Gennaro saranno prelevate dalla teca che le custodisce nella Cappella del Tesoro. A seguire la solenne processione nella navata centrale della Cattedrale e la celebrazione della Santa Messa presieduta dal Cardinale Domenico Battaglia. Gli occhi ed i cuori dei fedeli presenti e dei telespettatori saranno tutti rivolti verso il prezioso reliquiario in fiduciosa attesa dello sventolar di fazzoletti bianchi che conferma l’auspicato prodigio.

La squadra televisiva e i contenuti della diretta

La telecronaca è affidata a Peppe Iannicelli, gli interventi di Antonio Salamandra, i contributi di Alessio Barco e della Redazione del VG21. Coordinamento di Marianna Emilio, regia Stefano Traditi.

Nel corso della lunga diretta saranno proposte testimonianze, approfondimenti, riflessioni sui grandi temi dell’attualità religiosa, spirituale e sociale nel segno del Martirio di San Gennaro.

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“Siamo orgogliosi – dichiara l’editore di Canale 21 Paolo Torino – di proporre in diretta uno degli appuntamenti più attesi dai telespettatori che ci seguono da tutto il mondo. Il Miracolo di San Gennaro è uno straordinario evento di fede, cultura e partecipazione popolare. Esprime l’anima più profonda e complessa di Napoli che Canale 21 racconta ogni giorno da 50 anni con competenza e passione“.

La storia del martirio e la tradizione di Eusebia

Il legame profondo tra Napoli e il suo Santo Patrono affonda le radici nelle persecuzioni cristiane del IV secolo d.C. Gennaro, allora Vescovo di Benevento, venne condannato a morte sotto l’impero di Diocleziano e decapitato il 19 settembre del 305 d.C. nei pressi della Solfatara di Pozzuoli. La tradizione agiografica narra che subito dopo l’esecuzione, una pia donna di nome Eusebia raccolse devotamente il sangue versato dal martire, custodendolo in due ampolle di vetro.

La prima attestazione storica del prodigio

Sebbene il culto del santo sia rimasto vivo nei secoli tra le catacombe e le traslazioni delle sue reliquie, la prima attestazione storica documentata del fenomeno della liquefazione del sangue risale al 17 agosto 1389. In quell’occasione, durante una grande processione popolare, le ampolle vennero mostrate ai fedeli e la sostanza al loro interno, normalmente solida e bruna, si sciolse diventando liquida.

Le tre date del prodigio e il significato per Napoli

Da oltre sei secoli, la città si riunisce principalmente in tre date solenni dell’anno per invocare il prodigio:

  1. Il sabato precedente la prima domenica di maggio, a ricordo della prima traslazione delle reliquie a Napoli.
  2. Il 19 settembre, ricorrenza liturgica e anniversario del martirio del Santo.
  3. Il 16 dicembre, in memoria del “Patrocinio di San Gennaro”, legato al prodigioso arresto dell’eruzione del Vesuvio del 1631 attribuito all’intercessione del Vescovo Martire.

Per la cultura e il popolo partenopeo, la liquefazione non è un semplice fenomeno chimico-fisico o uno spettacolo, bensì un segno vivo di benevolenza e protezione del Santo nei confronti della città. L’attesa del prodigio, scandita dalle antiche litanie delle cosiddette “parenti di San Gennaro”, rappresenta un abbraccio indissolubile tra storia, fede e identità culturale.

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Francesca Della Mura

Foto: Wikimedia Commons / Jebulon

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