Kandinskij a Roma: la grande mostra a Palazzo Bonaparte (Wassily Kandinsky, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0)
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Kandinskij a Roma: la grande mostra a Palazzo Bonaparte

Kandinskij a Roma: la grande mostra a Palazzo Bonaparte, aperta al pubblico dal 15 settembre 2026 al 14 febbraio 2027, segna il ritorno del maestro dell'astrattismo nella Capitale con oltre 70 capolavori provenienti dal Centre Pompidou di Parigi

Approdano in Italia presso il Palazzo Bonaparte di Roma oltre 70 opere del padre fondatore dell’astrattismo. La mostra prodotta e organizzata da Arthemisia è stata aperta al pubblico il 25 settembre ed è possibile visitarla fino al 14 febbraio 2027.

Le opere di Kandisky, giunte all’interno della capitale italiana, provengo dal Centre Pompidou di Parigi. Il prestigioso museo, costruito negli anni ’70 da Renzo Piano e Richard Rogers, è sottoposto da settembre 2025 a un lungo intervento di restauro, infatti la riapertura è prevista per il 2030. Anche per tale motivazione è stata possibile la realizzazione di questa esposizione. Infatti, questo evento segna un ritorno atteso per la capitale, in quanto, l’ultima grande mostra monografica interamente dedicata a Kandinskij risale al 2001 tenutasi presso il Complesso del Vittoriano a Roma.

L’approdo all’arte

Il percorso espositivo rivela l’origine della rivoluzione visiva del maestro russo. Inizialmente, Kandinskij intraprese gli studi di diritto ed economia a Mosca. Tuttavia, nel 1896, la scoperta della radioattività infranse le sue certezze scientifiche. Pertanto, l’artista abbandonò la carriera universitaria per dedicarsi interamente alla pittura. Inoltre, la visione dell’opera Pagliai di Claude Monet lo spinse a liberare la superficie pittorica dai vincoli della realtà figurativa. Di conseguenza, la musica e la percezione sensoriale divennero il centro del suo linguaggio espressivo.

Il percorso espositivo

La rassegna è curata da Angela Lampe ed è organizzata in cinque sezioni cronologiche. Attraverso questo itinerario, il visitatore ripercorre l’intera evoluzione del pittore, dagli esordi fino agli anni della maturità. Tra i capolavori assoluti in mostra spiccano icone come L’Arco nero (1912) e Gelb-Rot-Blau (Giallo-Rosso-Blu, 1925). In aggiunta, l’allestimento propone un focus inedito dedicato alla pittrice espressionista Gabriele Münter, sua allieva e compagna. Per la prima volta in Italia, vengono esposte alcune sue opere fondamentali per riscoprirne il ruolo autonomo nella storia dell’arte.

La mostra è visitabile dal lunedì al giovedì dalle 9:00 alle 19:30; mentre dal venerdì alla domenica è visitale fino alle ore 21:00.

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L’eredità di Nina e le informazioni utili

La realizzazione dell’esposizione è legata anche alla devozione della seconda moglie, Nina Von Andreevskij. Dopo la morte di Kandinskij nel 1944, ella custodì lo studio di Neuilly e promosse la memoria del marito attraverso generose donazioni al Centre Pompidou.

Annarita Esposito

Foto: Wikimedia Commons / Wassily Kandinsky

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