Il Ftse Mib chiude la seduta di mercoledì 30 settembre 2026 con un calo dello 0,09%, attestandosi a 51.804 punti, dopo aver perso nel pomeriggio i rialzi iniziali. Piazza Affari archivia una giornata di scambi contenuti.
I prezzi dell'industria mostrano un'impennata guidata dai prodotti petroliferi, con un rialzo del 67,7%. Cresce il timore che l'aumento si trasferisca sui prezzi al consumo nei prossimi mesi.
Le borse europee chiudono la seduta del 30 settembre 2026 in territorio negativo, penalizzate dai dati macroeconomici statunitensi e dalle tensioni sul mercato obbligazionario. Parigi cede lo 0,53%, Londra lo 0,45%, mentre Francoforte resiste con un rialzo dello 0,1%.
I future Ttf ad Amsterdam chiudono a 69,81 euro al megawattora, in calo del 4,95%, tornando sotto la soglia dei 70 euro. Un movimento che riaccende l'attenzione sui mercati energetici europei.
Lo spread Btp-Bund tocca quota 100 punti mentre i rendimenti dei titoli di Stato in asta salgono al 4,58%. Giorgetti difende la linea di prudenza sul debito pubblico nel pieno della discussione sulla manovra.
Il Tesoro ha collocato Btp a 5 e 10 anni con rendimenti rispettivamente al 4,08% e al 4,58%, i livelli più alti dal 2023, completando l'asta con 1,5 miliardi di CCTeu al 3,38%.
Uno studio di The European House - Ambrosetti per i Pastai di Unione Italiana Food quantifica in 14,3 miliardi di euro il valore aggiunto della filiera della pasta in Italia, pari allo 0,6% del Pil nazionale.
Lo spread Btp-Bund chiude in rialzo a 94 punti base nella seduta del 29 settembre 2026, mentre il rendimento del Btp decennale sale al 4,589%. Un movimento che riaccende l'attenzione sul costo del debito pubblico italiano.
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